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Schengen resta lontana per Romania e Bulgaria

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Schengen resta lontana per Romania e Bulgaria

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Boccone amaro da digerire per Romania e Bulgaria: a marzo non aderiranno allo spazio Schengen, come speravano i propri dirigenti e come previsto inizialmente.

A fare opposizione Francia e Germania, che denunciano frontiere esterne ancora poco sicure.

Lo spazio Schengen in effetti permette a più di 400 milioni di cittadini di circolare liberamente dalla Finlandia alla Grecia, dal Portogallo alla Polonia senza controlli.

I dirigenti di Romania e Bulgaria sembrano ormai aver accettato il rinvio a fine ottobre dell’adesione, anche se la decisione è mal vissuta.

La condivisione dei dati Schengen costituisce un problema, perché si tratta di dati delicatissimi che potrebbero cadere nelle mani di reti criminali, obiettano molti stati membri dell’Unione.

A allertare i 27 anche l’alto tasso di corruzione nei due Paesi e la lentezza degli iter giudiziari.

Ci sono poi posizioni politiche difficili da spiegare, come evidenzia l’analista Elizabeth Collett del

Migration Policy Institute:

“Penso che Francia e Germania insieme a altri Paesi trovino politicamente difficile dimostrare una qualsiasi apertura verso l’immigrazione. Anche in ambito europeo, è difficile soprattutto in un periodo di crisi”.

La Grecia si è vista rifiutare l’ingresso in Schengen tre volte, anche in quel caso era la Germania a fare blocco. Ancora oggi Atene ha dei problemi a controllare i 12 chilometri di confine che ha con la Turchia.

“Potrebbe trattarsi di una preoccupazione legittima quella sul confine greco. Attualmente il confine greco resta caldo. Il fatto che la Bulgaria possa entrare nello spazio Schengen significa che potrebbe diventare il secondo confine esterno a alto rischio per l’immigrazione clandestina. E questo preoccupa molti Paesi”.

La decisione doveva essere inizialmente presa dal consiglio dei ministri dell’Interno del 24 febbraio, il punto non è più in agenda.

Bucarest e Sofia si impegnano da qui a ottobre il possibile per dissipare dubbi e ombre.

L’adesione a Schengen è vissuta nei due Paesi con la stessa attesa e lo stesso entusiasmo che ci fu per l’adesione all’Unione.