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Tunisia: opposizione, almeno 66 decessi in scontri

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Tunisia: opposizione, almeno 66 decessi in scontri

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Non c‘è pace a Tunisi e nel resto del Paese.

Scarseggiano i beni di prima necessità e gli scontri fra polizia e manifestanti fanno aumentare il numero dei morti di ora in ora. Secondo gli ultimi dati ufficiali, resi dal ministro degli Esteri Kamel Morjane, le vittime sono 29. Ma l’opposizione e i gruppi di difesa dei diritti umani parlano di almeno 66 decessi.

Un ragazzo in strada a Tunisi grida: “Ci hanno attaccato tutto il tempo, ci hanno sparato con proiettili veri.” Un altro denuncia: “Quelli a viso coperto non sono persone comuni, sono poliziotti. Ecco chi brucia le strade, saccheggia, spacca tutto. Sono loro che oggi hannno cominciato a far fuoco nella via principale ammazzando la gente.” Un uomo dice: “Il clan di Ben Ali ha aumentato il costo della vita. Hanno messo il loro marchio ovunque. Tutto è caro: l’elettricità, l’acqua, il pane. Con i nostri salari non riusciamo a soddisfare le nostre esidenze primarie. Non possiamo permetterci nemmeno le sigarette.”

Ben Ali sta tentando disperatamente la carta della riconciliazione nazionale. Le concessioni fatte nel suo secondo appello in televisione seguono la decisione di liberare alcuni manifestanti arrestati e di rimuovere ministro dell’Interno e capo di stato maggiore dell’esercito.