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Tunisia, nuovi scontri nella notte

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Tunisia, nuovi scontri nella notte

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Il centro di Tunisi appare calmo, oggi, ma durante la notte il coprifuoco è stato violato e ci sono stati nuovi scontri con la polizia, dopo i disordini di mercoledì che hanno fatto almeno 5 morti nella capitale. Dopo settimane di repressione, il governo del presidente Ben Ali ha fatto un gesto conciliante, licenziando il ministro dell’interno e liberando i giovani che erano stati arrestati durante le manifestazioni, tranne quelli implicati in atti vandalici. Ma non è bastato. L’opposizione chiede un cambiamento politico radicale.

“Chiediamo che i militari smettano di sparare sulla folla – dice Maya Jribi del Partito democratico progressista – e chiediamo un programma di riforma globale da parte di un governo di salvezza nazionale”.

Se il centro di Tunisi è presidiato dalle forze dell’ordine, in periferia ci sono addirittura i carri armati. Gran parte della popolazione dimostra di non credere algli impegni del governo.

“Ci fanno promesse dal 1987, sentiamo sempre le stesse parole – dice un abitante di Tunisi -. Ci avevano promesso che avremmo trovato lavoro, che i nostri problemi sarebbero stati risolti. Noi non ci crediamo”.

La protesta contro il caro vita e la povertà, iniziata in novembre, si è diffusa in tutto il Paese. A Douz, una manifestazione è degenerata in scontri che hanno provocato la morte di almeno due persone. Altre tre morti sono stati registrati a Degueche, località nei pressi di Tozeur. Erano manifestanti che avevano assaltato edifici pubblici.