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Obama a Tucson, Arizona: la strage non ci divida

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Obama a Tucson, Arizona: la strage non ci divida

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Dalla cronaca nera ad una profonda riflessione sullo scontro politico e i suoi toni. Barack Obama è volato a Tucson, Arizona, per unirsi al dolore dei familiari delle vittime della strage di sabato scorso in cui 6 persone sono morte e altre 14 sono rimaste ferite.

“Il male esiste e dobbiamo evitare le spiegazioni semplicistiche” ha detto il Capo della Casa Bianca. “Ma soprattutto dobbiamo guardarci bene dall’usare questa tragedia come un’occasione di più per metterci gli uni contro gli altri”.

Il Presidente ha tra l’altro annunciato che Gabrielle Giffords, la deputata colpita alla testa dal ventiduenne autore dell’attentato, ha riaperto gli occhi per la prima volta. Intanto Sarah Palin, da giorni al centro delle polemiche per i toni infuocati della sua oratoria, rifiuta il ruolo di mandante morale sebbene involontario della violenza, e contrattacca.

“Poche ore dopo la strage, giornalisti e commentatori non avrebbero dovuto sparare calunnie sporche di sangue che servono esclusivamente a istigare l’odio e la violenza che intendono condannare” ha detto l’ex governatrice dell’Alaska.

“Blood libel”, calunnie insanguinate, è termine che ricorda le persecuzioni contro gli ebrei. Ed ebrea è la parlamentare democratica rimasta ferita. Anzichè placare la polemica, le parole della Palin hanno scatenato il putiferio.