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In Libano si dimettono 11 ministri: è crisi di governo


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In Libano si dimettono 11 ministri: è crisi di governo

In Libano la crisi del governo di unità nazionale ormai è aperta. Undici ministri hanno rassegnato le dimissioni in segno di protesta contro il premier Saad Hariri colpevole, a loro dire, di sostenere il Tribunale internazionale delle Nazioni Unite che indaga sull’omicidio dell’ex primo ministro Rafik Hariri, padre di Saad.

I ministri dimissionari fanno tutti parte dell’opposizione guidata da Hezbollah, il movimento sciita ritenuto dai magistrati implicato nell’attentato del 2005.

“Non scenderemo – dice Ahmed Fatfat ministro del Movimento del futuro – per le strade per protestare.

È la decisione definitiva del movimento del 14 marzo, che fa capo al premier. Lasceremo all’esercito e alle forze di sicurezza il compito di fare rispettare la legge”.

Saad Hariri, a Washington per un colloquio con il capo della Casa Bianca Barack Obama, ha lasciato gli Stati Uniti per rientrare a Beirut dove incontrerà il presidente libanese Michel Suleiman. Prima però farà tappa in Francia dove vedrà Sarkozy.

Sulla situazione libanese si moltiplicano le reazioni. Così P.J. Crowley, portavoce del dipartimento di Stato americano: “Crediamo che tutti i leader del Libano abbiano la responsabilità di servire i libanesi. Cercare di far cadere il governo è un tentativo di minare il tribunale speciale ed è un’abdicazione delle responsabilità”.

Il timore è che il Paese torni al 2008 quando i miliziani di Hezbollah trascinarono il Libano sull’orlo di una guerra civile.

Ali El Takach, euronews: “L’accordo che teneva assieme il governo del Libano si è rotto. Nelle prossime ore si saprà se il vecchio conflitto sfocerà in uno nuovo”.

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