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Tunisia, scontri anche nella capitale

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Tunisia, scontri anche nella capitale

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La protesta tunisina arriva fino a Parigi, dove emigrati del Paese maghrebino hanno dato vita a una manifestazione contro il regime del presidente Ben Ali, mentre nella madrepatria le dimostrazioni, anche violente, si stanno diffondendo nelle principali città.

“Non possiamo contare su un governo eletto con elezioni truccate – dice Saida, una franco-tunisina -. Abbiamo lo stesso presidente da 20 anni. Finché c’era il miracolo economico e una classe media, andava bene, ma oggi non è possibile nascondere la miseria sociale in cui i tunisini stanno vivendo. Dobbiamo avere una risposta da uno Stato che sia uno Stato democratico e di diritto”.

Martedì violenti scontri si sono registrati nella capitale Tunisi, mentre a Kasserine, nell’ovest del Paese, si contano i danni. Le forze armate pattugliano il centro abitato, dove dappertutto si notano le conseguenze delle contestazioni: vetrine sfondate, uffici pubblici presi d’assalto e incendiati.

I disordini sono iniziati il 18 dicembre a Sidi Bouzid, dove un giovane si è dato fuoco per protestare contro la confisca del suo banco abusivo di frutta e verdura. La reazione delle forte dell’ordine è stata molto dura: secondo il governo, dietro le manifestazioni si celano terroristi manovrati dall’estero.

Il bilancio ufficiale delle vittime è di 23 morti, ma secondo le organizzazioni umanitarie sono molto di più.