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Tunisia: il bilancio degli scontri è un bollettino di guerra

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Tunisia: il bilancio degli scontri è un bollettino di guerra

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Coprifuoco notturno nella capitale. Si parla di 5 morti nella capitale nelle ultime 24 ore. Violenze anche a Douz, nel sud del paese, dove le vittime sarebbero quattro.

Un altro morto a Thala, nel centro ovest e uno ad Hammamet. Sfax, seconda città della Tunisia, è sotto il controllo dell’esercito.

Il premier ha annunciato la destituzione del ministro degli interni, il rilascio dei manifestanti arrestati e l’apertura di una commissione di inchiesta sulla corruzione al governo. Parole cadute nel vuoto.

Il segretario del partito di opposizione democratico-progressista:
“E’ inaccettabile che si continui a sparare sulla folla dopo l’annuncio di queste misure. La Tunisia rischia di precipatare in una situazione di violenza inarrestabile. Chiediamo che non si continui ad aprire il fuoco sui manifestanti e un profondo programma di riforme da parte di un governo di salvezza nazionale”.

Le manifestazioni tunisine rimbalzano anche in Europa. Decine di persone si sono riunite davanti alla Commissione Europea, mentre a Berna, in Svizzera, l’ambasciata tunisina è stata attaccata con bottiglie Molotov.