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Rapporto di Mosca: colpa dei piloti l'incidente in cui è morto il presidente polacco Kaczynski

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Rapporto di Mosca: colpa dei piloti l'incidente in cui è morto il presidente polacco Kaczynski

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Errori dei piloti, pressioni psicologiche da parte delle autorità a bordo, mancata osservanza delle consegne fornite dai controllori di volo. Sono alcuni dei punti a cui è giunta la commissione di inchiesta sul disastro di Smolensk del 10 aprile scorso, quando l’aereo presidenziale polacco si schiantò in Russia durante l’atterraggio, uccidendo il capo dello stato Kaczynski e 94 altre persone.

Secondo la commissione, già dai dialoghi di cabina emerge il nervosismo dei piloti, spinti a tentare l’atterraggio nonostante le condizioni meteo proibitive.

“La frase ‘diventerà matto’ mostra lo stress psicologico a cui era sottoposto l’equipaggio. Ed è chiaro che atterrare altrove o gestire una emergenza crei l’aspettativa di una reazione negativa da parte degli importanti passeggeri”.

La ricostruzione dei commissari ipotizza che il comandante dell’aeronautica polacca, nel cui sangue sono trovate tracce di alcool, abbia potuto insistere sui piloti, spingendoli a tentare l’atterraggio contro le procedure.