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Crisi politica in Libano, cade il governo Hariri

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Crisi politica in Libano, cade il governo Hariri

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Dopo soli quattordici mesi, in Libano si è aperta una crisi di governo. Undici ministri dell’esecutivo di unità nazionale guidato da Saad Hariri, tutti appartenenti all’opposizione, capeggiata da Hezbollah, si sono dimessi. La decisione è arrivata dopo che il premier si era rifiutato di disconoscere il tribunale delle Nazioni Unite che sta indagando sull’assassino, nel 2005, di suo padre Rafik. Giudici che, secondo il movimento sciita, sarebbero al servizio di Stati Uniti e Israele.

“Sfortunatamente – dice Mohamed Fniesh, uno dei ministri di Hezbollah – questi sforzi sono arrivati a un punto morto a causa delle pressioni statunitensi e per l’incapacità degli altri partiti di far fronte a queste pressioni”.

Le dimissioni arrivano proprio mentre il premier Saad Hariri è a Washington per un incontro con il segretario di Stato americano Hillary Clinton. Hariri ha anticipato il suo rientro a Beirut per incontrare il presidente libanese Michel Suleiman.