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Tunisia: scontri e saccheggi nella capitale

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Tunisia: scontri e saccheggi nella capitale

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Il malcontento popolare in Tunisia non risparmia la capitale. Primi scontri gravi tra manifestanti e polizia nella periferia di Tunisi. Sempre più numerosi anche i saccheggi. Qui siamo a Kàsserine, dove nelle ultime 24 ore sono rimasti uccisi quattro manifestanti. Chi testimonia lo fa a volto coperto.

“Ci sono molte famiglie che non hanno di che mangiare da un mese. Sono senza elettricità, né acqua corrente. Qui non arrivano rifornimenti e se arrivano, sono troppo cari”.

Continua il balletto di cifre sull’effettivo bilancio delle violenze, mentre giungono le prime immagini delle vittime. Il governo parla di una ventina di morti e smentisce le fonti non ufficiali che ne riportano fino a 50.

Gli ospedali sono al collasso, come testimonia un video clandestino girato a Kàsserine. I giornalisti non sono ammessi.

“Ci sono pazienti nei corridoi, le camere sono piene. Ringrazio i medici, ma è il caos”.

Le proteste sono iniziate quasi un mese fa a Sidi Bouzid, con il suicidio di un venditore abusivo di 26 anni che si è dato fuoco dopo la confisca del suo banco di frutta. I tunisini continuano a manifestare contro carovita e disoccupazione.