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Tunisia: altri quattro morti tra i manifestanti

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Tunisia: altri quattro morti tra i manifestanti

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Il bilancio di un’altra giornata di guerriglia urbana a Kasserine è di quattro morti. Lo dichiara il ministero dell’Interno. C‘è un balletto di cifre sul totale delle vittime dall’inizio delle proteste, il 17 dicembre: 18 secondo il governo, fino a 50 stando a fonti sindacali.

A Kasserine la situazione è caotica. Gli ospedali sono al collasso. Un uomo di 75 anni e la moglie sono stati uccisi durante il funerale del figlio. Tiratori scelti sparano sui cortei funebri stando a un funzionario locale sotto anonimato.

Lunedì notte si sono moltiplicati i saccheggi. Azioni dietro le quali si nasconderebbe direttamente il governo, secondo il presidente della lega tunisina per i diritti dell’uomo. A poco sembra servita la promessa del presidente per la creazione di 300 mila nuovi posti di lavoro in due anni. Una giovane tunisina grida così la sua rabbia:

“I giovani sono senza lavoro, i nostri figli, i nostri padri, le nostre madri. Con una laurea in diritto si lavora per 40 euro al mese”.

A Sidi Bouzid la polizia è sempre in stato di allerta. E’ qui che è iniziata la protesta a dicembre, con il suicidio di un venditore ambulante abusivo di 26 anni. Si è dato fuoco dopo la confisca del suo banco di frutta e verdura.