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L'etichetta del patrimonio europeo

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L'etichetta del patrimonio europeo

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L’Unione europea punta sulla cultura e sulla storia per colmare il divario che la separa dai cittadini. Di qui il progetto per l’etichetta di un patrimonio europeo. Di cosa si tratta?

Nel 2006 un gruppo di stati europei lanciava l’etichetta del patrimonio europeo il cui obiettivo é di contribuire ad una identità europea, un sentimento di appartenenza comune.

Da allora 65 siti in 18 paesi possono fregiarsi di questa appellazione come è il caso dei cantieri navali di Danzica, dove è nato il sindacato Solidarnosc, o la casa natale di Robert Schuman, uomo di stato francese, uno dei fondatori della comunità europea.

Un concetto che ha convinto la commissione di Bruxelles che intende ampliare la portata dell’etichetta del patrimonio europeo in tutto il suo territorio. Un’iniziativa appoggiata dalla maggioranza di eurodeputati.

“Abbiamo visto che l’etichetta può aiutare la popolazione a comprendere l’Europa per la scelta di luoghi simboli piuttosto che per la loro bellezza”.

Una scelta diversa da quelle dell’Unesco che privilegia i luogi per la bellezza estetica o per l’architettura, invece l’etichetta del patrimonio europeo punta a mettere in luce i valori portati dai luoghi, il loro significato rispetto alla memoria, alla coesione europea.

Le prime etichette potranno essere concesse nel 2013-2014 in quanto non mancano i problemi da risolvere entro la data in questione. A cominciare dal finanziamento, o ancora quale istituzione si occuperà delle attribuzione e con quale cadenza.

Infine bisognerà decidere se i siti che si fregiano già dell’etichetta patrimonio europeo devono ricominciare la procedura di attribuzione.

Per saperne di più un numero verde e un sito sono a vostra disposizione.