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Tunisia: autorità ammettono 14 vittime in scontri con polizia

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Tunisia: autorità ammettono 14 vittime in scontri con polizia

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Il governo tunisino ammette 14 vittime negli scontri con la polizia dopo settimane di proteste contro caro-vita e disoccupazione.

Le autorità di Tunisi hanno confermato la morte di 8 persone solo nell’ultima giornata di violenze. Ma secondo l’opposizione sarebbero almeno 25/30 le vittime dei disordini degenerati nelle città di Thala e Kasserine.

Il Presidente Ben Alì ha dichiarato che le manifestazioni violente sono un fatto inaccettabile e il governo le ha derubricate ad opera di gruppi minoritari. Ma allo stesso tempo ha promesso investimenti per creare lavoro.

Il Paese è attraversato dalla peggiore ondata di proteste da decenni a questa parte. La scintilla è stata la morte di un venditore ambulante che il 18 dicembre scorso si è dato fuoco a Sidi Bouzid, nel centro della Tunisia, per protestare contro la confisca del suo banco abusivo di frutta e verdura. Cinque giorni fa il decesso dopo due settimane di ricovero.

Secondo l’opposizione le forze dell’ordine hanno aperto il fuoco anche sulla folla che ha preso parte ai cortei funebri.