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Ungheria: bufera sulla "legge bavaglio"

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Ungheria: bufera sulla "legge bavaglio"

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Tatticamente un errore ma politicamente la cosa giusta.

Il premier ungherese Viktor Orban non fa marcia indietro sulla legge per i media, promulgata qualche giorno fa.

Ribattezzata “Legge bavaglio”, la riforma, voluta fortemente dal governo di centro destra, è stata fortemente criticata in Europa.

Il momento non poteva essere il peggiore, Budapest ha assunto il primo gennaio la presidenza di turno dell’Unione e la falsa partenza alla guida dei 27 è ammessa dallo stesso premier.

Premier che comunque difende la legge senza indugi, respingendo le critiche venute soprattutto dalla Germania e dalla Francia.

Anna Nagy, portavoce del governo:

“La legge sui mass media segue i dettami europei. Se si valuta punto per punto e spero che i detrattori lo facciano, si rileverà che gli stessi punti fanno parte di altre normative europee, come quella svedese, francese o britannica”.

Per le associazioni che militano a favore della libertà di stampa il problema in sostanza è questo:

Tamas Szigete dell’ “Hungarian Civil Liberties Union”

“ Alcuni stralci degli articoli possono in effetti essere trovati in altre legislazioni di altri Paesi democratici, perché ci sono effettivamente restrizioni in tutte le normative sui media, ma a metterli tutti insieme si ha un patchwork di legge mai vista prima, secondo noi”.

Dopo il braccio di ferro dei giorni scorsi, il governo ungherese oggi ha aperto al dialogo. Il ministro degli Esteri ha dichiarato di essere pronto a rivedere la normativa quando e se gli esperti della commissione europea rileveranno punti critici.