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Stop ai visti per i vertici bielorussi. Pressing sulla Ue

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Stop ai visti per i vertici bielorussi. Pressing sulla Ue

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Reintrodurre le sanzioni comunitarie nei confronti della Bielorussia. A un giorno dall’iniziativa annunciata dalla Polonia, l’appello a un intervento coordinato arriva da Svezia e Germania.

Berlino ha sottolineato tramite un portavoce come sia tempo che l’Europa “reagisca politicamente” alla repressione, seguita alle contestate elezioni che hanno confermato Lukashenko alla presidenza, con consensi ufficialmente prossimi all’80%.

Il Ministro degli esteri svedese Carl Bildt ha dal canto suo parlato di mossa logica e necessaria. Parole che seguono di poco la politica del doppio passo annunciata da Varsavia: concedere gratuitamente i visti ai cittadini bielorussi, riservandosi però di negarli ai rappresentanti del governo.

“Da una parte – ha annunciato Marcin Bosacki, portavoce del Ministero degli esteri – proseguiremo nella nostra politica della mano tesa alla società civile bielorussa. Dall’altra vogliamo irrigidire le misure nei confronti dei responsabili delle più dure repressioni, nella storia della Bielorussia indipendente”.

In linea con la Polonia, principale misura ipotizzata da Berlino e Stoccolma è il ripristino del divieto dei visti a una quarantina di alti rappresentanti bielorussi, già introdotto nel 2006 e poi revocato due anni fa.