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Insegnare la tolleranza

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Insegnare la tolleranza

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L’istruzione è fondamentale nel costruire una pace duratura dopo le guerre. Come la scuola può insegnare la tolleranza e il rispetto reciproco è il tema di questa puntata.

- Gli allievi della pace

L’Irlanda del Nord, che sta ancora provando a lasciarsi alle spalle decenni di violenza settaria, rappresenta un buon esempio. Comunità divise ora sono fianco a fianco in scuole speciali, miste, dove le barriere sono cadute. La scuola mista di Enniskillen è nata dopo l’attentato dell’Ira del 1987 che uccise 11 persone. Alcune persone decisero che si sarebbe dovuto fare qualcosa per avvicinare le comunità contrapposte.

In questo tipo di istituto protestanti e cattolici, come anche altre comunità, sono rappresentati equamente, che si tratti di allievi, professori o membri del consiglio. Secondo un recente sondaggio, un’ampia maggioranza di persone è a favore del modello misto. Ma questo tipo di scuola è ancora un’eccezione.

- Far crollare le barriere

Imparare a vivere assieme è la principale sfida da affrontare per gli ex nemici. Per accettarsi reciprocamente occorre avere una storia condivisa. La guerra nell’ex Yugoslavia è finita 15 anni fa, ma le comunità fanno ancora fatica a comprendersi.

Nella scuola elementare di Gruda, vicino Dubrovnik, in Croazia, viene applicato un programma concepito assieme all’Unicef, per ridurre la violenza e il bullismo. I bambini, infatti, sono più violenti perché i loro genitori sono traumatizzati dall’esperienza della guerra. Parlare di quanto avvenuto in passato non è facile.

- Quando la musica può guarire

L’istituto nazionale afghano di musica a Kabul si propone di risollevare le vite spezzate dalla guerra. Qui i ragazzi che hanno vissuto un’infanzia lacerata dal conflitto hanno la possibilità di sperare in un futuro più sereno e armonioso. Fino a qualche mese fa vivevano per strada nella capitale afghana come altri 70mila adolescenti.

Lottare contro l’eredità lasciata da anni di guerra e di repressione e dare un futuro a questi giovani è l’ambizione dell’istituto. I ragazzi, che prima racimolavano soldi lavorando per le strade, ora ricevono borse di studio mensili. Ridare il suo posto a una cultura musicale per molto tempo repressa è un altro obiettivo dell’istituto. Tra i progetti futuri la creazione della prima orchestra sinfonica dell’Afghanistan e l’apertura di altre scuole. Una rivincita su un’epoca in cui la musica non religiosa era proibita e gli artisti messi al bando.