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Damien Hirst e la morte nell'arte

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Damien Hirst e la morte nell'arte

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Al centro della creazione artistica di Damien Hirst c‘è la morte. Estremo e provocatorio Hirst divide il pubblico non solo per l’originalità delle sue opere. Il teschio ricoperto di diamanti è ormai l’immagine di un’epoca, e notissima è la serie dedicata alla storia naturale, in cui i corpi di animali come squali o tigri sono imbalsamati e conservati nella formaldeide. Affronta il tema più scomodo a viso aperto e altrettanto sfacciatamente ci guadagna, divenendo nel 2004 l’artista vivente più caro al mondo.

Ricardo Figueira – euronews: Damien Hirst, benvenuto e grazie per essere con noi oggi. Prima domanda secca: il denaro e il successo cambiano l’anima di un artista?

Hirst: Non credo. C’ è prima di tutto la difficoltà di fare della buona arte, poi all’improvviso arrivano i soldi. Quando non ne hai fai uno sforzo estremo di creazione, lo prova l’esperienza di Van Gogh. Ma non penso nemmeno che l’arte debba temere il denaro. Io sono fortunato perché ho un manager che cura i miei affari, che mi permette di non pensare al guadagno quando creo. Devi sempre essere certo di tenere separate le due cose. Il denaro è un mezzo non l’obiettivo.

euronews: E come si riesce a non confondere il denaro con l’arte?

Hirst: Prima c‘è l’idea, poi il denaro serve a concretizzarla. Non devi utilizzare l’arte per guadagnare, ma usare il denaro per creare.

euronews: La sua opera più nota è “Per l’amor di Dio”, che è un teschio, un cranio umano ricoperto di diamanti.

Hirst: Arte povera.

euronews: Arte ricca, in questo caso….E’ vero che è stato venduto per l’equivalente di 60 milioni di euro?

Hirst: La persona che voleva comprarla alla fine non lo fece, così ne vendemmo un terzo ad un gruppo di persone.

euronews: Secondo alcuni l’opera non è stata venduta davvero, e anche lei faceva parte del gruppo acquirente.

Hirst: Beh non l’ho venduta del tutto. White Cube, la mia galleria, ne resta proprietaria del 10%. Il gruppo ne ha comprato un terzo ed io posseggo il resto. Quindi ne ho venduto un terzo.

euronews: Conferma che si tratti dell’opera più costosa mai venduta da un artista vivente?

Hirst: Non lo so.

euronews: E’ quello che ho letto.

Hirst: Veramente? Davvero non lo so. Ma sarebbe ottimo.

euronews: E perché questo titolo – “Per l’amor di Dio”? Lei è religioso?

Hirst: In Inghilterra, “Per l’amor di Dio” ha due significati- quello letterale, e cioè, che tu agisci per far piacere a Dio, ma è anche un’esclamazione, tipo “Per l’amor di Dio!”, quando fai qualcosa di sbagliato. Te lo direbbe tua madre se rompi un piatto: “Per l’amore di Dio, perché lo hai fatto?”. E’ iconico e ironico, ha entrambi i significati.

Hirst: La morte è un tema ricorrente nei suoi lavori. La spaventa? O ne è affascinato?

euronews: Non vedo l’ora!

euronews: Veramente?

Hirst: No! Come tutti… . Samuel Beckett una volta ha detto una cosa bellissima a questo proposito: “la morte non impone di prenderci il giorno libero”. Amo questa frase. E’ l’imponderabile… non puoi mai pianificare o fare nulla, perché non si sa mai. Soprattutto quando ero giovane, mi dicevano spesso di affrontare le cose che non potevo evitare. E penso che la morte sia proprio fra queste ed in un certo senso è normale. Ma è ovvio che a nessuno piace!

euronews: Come è cambiato il mercato dell’arte negli ultimi anni?

Hirst: Mi piacciono tutti i mercati, perchè cambiano ed è salutare. Come ho già detto, e parlo da artista, se tutti comprano tutto quello che fai e poi lo rivendono, comprano e rivendono, cominci a guadagnare molti soldi e a credere di essere diventato qualcuno, che invece non sei, per quanto io sia convinto che questo movimento sia anche salutare. Ma come artista ribadisco, è preferibile che l’arte non cambi posto in continuazione. L’ ideale è che cio’ che si compra lo sia appenda al muro e basta. Molti hanno ritirato le proprie opere dalla follia del mercato. Si compravano quadri solo per rivenderli. Chiunque era diventato un commerciante d’arte e tutti vendevano… quando dipingo voglio che si noti ogni singolo tratto, ma la gente vedeva solo il simbolo del dollaro. Questa non è arte. Ma è fantastico che l’arte sopravviva in ogni mercato. E questo è cio’ che conta.

euronews: Lei è qui a Kiev in Ucraina per partecipare al “Premio per l’arte delle generazioni future”. Siamo accanto ad alcuni lavori dei partecipanti. E`importante per lei prendere parte a questo genere di iniziative?

Hirst: Tutti cominciano da giovani. E’ fantastico e hai bisogno di incoraggiamento… credo che quello che Viktor Pinchuk sta facendo sia ottimo. Sta dando una mano agli artisti di tutto il mondo, aiutandoli a farsi conoscere. Quando mi ha chiesto di patrocinare questo premio, ho detto ci sto se si vincono molti soldi, e ci sono 100 mila dollari in palio. A Londra al Turner Prize nel 1995 ho vinto 20 mila euro, una bella somma all’epoca, e mi hanno aiutato moltissimo. Ogni genere di aiuto è positivo per l’artista, la maggioranza sono poveri e muoiono di fame.

euronews: Lei è qui con un altro grande artista Jeff Koons. E’ vero che c‘è una certa rivalità tra voi due, o è un’invenzione della stampa?

Hirst: No, non penso. Io stesso compro i lavori di Jeff, ne sono un collezionista e amo le sue opere.

euronews: E lui compra le sue?

Hirst: Non credo. Lui compra arte antica, è un po` più anziano di me. Ero un giovane artista quando ho visto alla Saatchi Gallery di Londra i suoi lavori esposti. Ero uno studente e Jeff era già un grande, una specie di eroe per me. Ma io non rappresento lo stesso per lui.

euronews: Cosa si attende per i prossimi anni? Continuerà come adesso?

Hirst: Ho interrotto la vendita all’asta di molte opere, le farfalle, tutti i i lavori in formaldeide. Sto facendo cose nuove ho liberato lo studio e mi sto divertendo molto, è come se stessi ricominciando.

euronews: Continuerà con i teschi?

Hirst: Mi sono sempre piaciuti i teschi, da quando la mia ragazza di disse: “Non puoi fare teschi sono troppo affascinanti”, e mi ha fatto venire voglia. Ecco perchè ho realizzato quello coperto di diamanti. Penso che non ci siano limiti al fascino di un teschio, ho una casa in Messico , là amano i teschi. E mi piace continuare a farli anche quando saranno fuori moda e poi alla moda e poi fuori moda.

euronews: Damien Hirst, grazie.