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Via libera al diritto di iniziativa popolare europea

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Via libera al diritto di iniziativa popolare europea

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Greenpeace ne è stata l’antesignana, ora iniziative del genere hanno il via libera. Giovedì scorso l’ong ambientalista aveva consegnato alla commissione europea oltre un milione di firme per chiedere una moratoria sugli organismi geneticamente modificati.

“Non possiamo accettare questo tipo di iniziative in questa fase”, aveva detto il commissario alla salute e alla protezione dei consumatori, John Dalli.

L’iniziativa cittadina europea è ora possibile, grazie all’approvazione da parte dell’europarlamento avvenuta ad ampia maggioranza. Prevista dal trattato di Lisbona, permette ai cittadini di proporre misure di legge direttamente alla Commissione.

“Ottengono il diritto di di interpellare direttamente, pubblicamente, in massa, chi prende le decisioni in Europa, scavalcando governi e deputati”, afferma Alain Lamassoure, europarlamentare del PPE.

Per proporre una petizione bastano sette cittadini di sette Paesi, per arrivare davanti alla commissione servono almeno un milione di firme. Ma non vi si può ancora far ricorso.

Christophe Midol-Monnet, euronews:

“Dopo il voto i 27 Stati membri avranno dodici mesi per introdurre l’iniziativa cittadina nelle rispettive giurisdizioni nazionali. Appuntamento alla fine del 2011 per la prima utilizzazione possibile del nuovo strumento democratico alla portata di tutti i cittadini dell’Unione”.