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La Svezia fa appello, Assange resta in cella

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La Svezia fa appello, Assange resta in cella

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La falsa partenza di Julian Assange dalle carceri britanniche. Ha lasciato la prigione quando i giudici di Westmister gli hanno accordato il rilascio su cauzione, il fondatore di Wikileaks alla sbarra per reati sessuali. Ma è poi subito tornato in cella perché la Svezia, che ne chiede l’estradizione, ha fatto appello.

“Non ci hanno ancora fatto la cortesia di dirci quando dovremo tornare in tribunale” ha detto il legale di Assange Mark Stpephens. “Ma speriamo di apprenderlo al più presto dalle agenzie. E’ un peccato ma con la storia di persecuzioni che si porta dietro Assange non ci stupiamo del ricorso”.

A Londra c’era anche la madre di Assange, Christine, che ha definito il figlio “un uomo coraggioso”. Ora per lui si tratta di raccogliere i soldi in tempi rapidi: per rilasciarlo la corte vuole 240.000 sterline – circa 283.000 euro. Celebrità come i registi Ken Loach e Michael Moore si sono impegnati in tal senso.

E mentre continuano sia il lavoro di Wikileaks che le manifestazioni di solidarietà al suo fondatore, la decisione di Visa, Mastercard e Paypal di bloccare l’afflusso di fondi a Wikileaks incontra i primi ostacoli: potrebbero vedersi ritirate le licenze in Islanda ‘se non dimostreranno di avere basi legali’ che giustifichino la decisione.