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Contro l'influenza il vaccino intradermico

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Contro l'influenza il vaccino intradermico

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Circa 40mila persone muoiono in media ogni anno nell’Unione Europea a causa dell’influenza stagionale. Sono le cifre del centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie.

Si ammala circa il 10 per cento della popolazione adulta, il 30 per cento dei bambini. I rischi sono maggiori per gli anziani a causa dell’invecchiamento del sistema immunitario.

La società farmaceutica Sanofi Pasteur ha messo a punto una nuova arma contro l’influenza: un vaccino somministrato nello strato intermedio della pelle, il derma, e non nei muscoli. Viene utilizzato un ago di appena 1,5 millimetri, dieci volte più piccolo di quello tradizionale. E’ troppo presto per valutarne i risultati, visto che è stato introdotto all’inizio dell’inverno. Ma come funziona?

“E’ una siringa preriempita con un ago che permette di raggiungere a colpo sicuro il derma e di rilasciare la buona dose di vaccino in modo affidabile a ogni iniezione”, spiega la vaccinologa Valerie Oriol.

Ma perché è così importante iniettare un vaccino nella pelle? Il corpo umano è protetto da malattie infettive dal sistema immunitario e la pelle gioca un ruolo importante. Quando il sistema immunitario invecchia diventa meno efficace.

Con l’età infatti le cellule immunitarie si indeboliscono e la loro funzione diminuisce. Questo processo, detto immunosenescenza, riduce la capacità del corpo di difendersi dalle malattie infettive e l’efficacia del vaccino.

Dopo aver attraversato l’epidermide, il nuovo vaccino raggiunge il secondo strato della pelle, il derma. Questa zona contiene cellule specifiche, importanti per il sistema immunitario, le cellule dendritiche.

Le cellule dendritiche si trovano in gran quantità nel derma. Stimolano e regolano il sistema immunitario prevenendo le infezioni, come l’influenza. Le cellule dendritiche sono inoltre centrali nel funzionamento del vaccino. Hanno infatti la capacità di stimolare efficacemente la produzione di anticorpi.

Il vaccino è prodotto a Marcy L’Etoile, vicino Lione in Francia, nel campus creato nel 1917 da Marcel Merieux, assistente di Louis Pasteur. Con una superficie di 36 ettari è una delle più grandi fabbriche di vaccini nel mondo: ne vengono prodotti 50 milioni di flaconi all’anno per 12 tipi di malattie.

Claudio Rocco, euronews:

“In questo laboratorio protetto da imponenti misure di sicurezza i flaconi di vaccino vengono verificati uno per uno.”

In questo laboratorio per il controllo della qualità vengono esaminate 18mila siringhe all’ora. Per entrare gli addetti devono indossare una tuta speciale. Qui attraverso 17 telecamere si controllano i vaccini.

euronews:

“Utilizzando troppi vaccini il nostro organismo non rischia di perdere la capacità di difendersi da solo dalle malattie?”

Valerie Oriol, vaccinologa:

“Al contrario, il vaccino educa il nostro sistema immunitario a rispondere alle aggressioni infettive e dopo ogni vaccinazione siamo più forti, siamo in grado di rispondere più rapidamente e meglio agli agenti infettivi che ci aggrediscono”.

euronews:

“Se prendiamo troppe medicine, non rischiamo che il vaccino sia una medicina in più che si aggiunge alle numerose altre che già assumiamo?”

Oriol:

“I vaccini sono diversi dai farmaci. Il vaccino è una forma di prevenzione, destinata a prevenire malattie infettive specifiche. Con una o due iniezioni si è protetti per mesi, persino anni, contro malattie infettive”.

Secondo alcuni esperti il dolore è paragonabile a quello dell’iniezione intramuscolare. Gli effetti collaterali più comuni sono dolore e arrossamento della pelle. Mal di testa e debolezza sono meno frequenti. In ogni caso il sistema è nuovo e solo il tempo ci dirà quanto sia davvero efficace.