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Le sfide degli handicappati

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Le sfide degli handicappati

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Un europeo su sei è handicappato: in tutto sono 80 milioni. Una cifra destinata a crescere visto l’invecchiamento della popolazione. Cosa fa l’Unione europea per facilitare la vita di queste persone?
 
Gli handicappati cittadini a pieno titolo senza nessuna differenza. In teoria è una sacrosanta verità, in pratica invece la situazione è diversa specie nei trasporti pubblici. In Belgio, ad esempio, i viaggiatori handicappati devono riservare con 24 ore di anticipo se vogliono essere assistiti. A parere del responsabile dell’ufficio per l’uguaglianza e della lotta antirazzismo si tratta di una misura discriminatoria.
 
“Se vostra madre si ammala e volete andarla a trovare lasciate perdere. Se poi una riunione dura più del previsto, tutto ciò è inaccettabile in quanto i treni e le stazioni sono inaccessibili e purtroppo l’assistenza è necessaria”.
 
Allora quando saranno accessibili a tutti i luoghi pubblici, le abitazioni, o i servizi?

Poter vivere come chiunque: le persone handicappate non chiedono altro. Alcune cifre bastano a dimostrare che il conto non torna nei 27 paesi dell’Unione.
 
In media il tasso d’occupazione delle persone handicappate è di appena il 50%, contro oltre il 64% della popolazione di età compresa tra i 15 e 64 anni.
 
Stessa tendenza nell’educazione: secondo il livello dell’handicap, sono tra il 25% e il 37% i non scolarizzati, contro solo il 17% per gli allievi validi.
 
L’Unione europea si è data tempo fino al 2020 per togliere gli ostacoli e diventare una società aperta a tutti. I primi provvedimenti riguardano l’accesso all’insegnamento, il riconoscimento delle carte nazionali degli handicappati o ancora la lotta contro l’esclusione. Il tasso di povertà degli handicappati è superiore del 70% alla media.
 
Per saperne di più un numero verde e un sito sono a vostra disposizione.