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Saviano: i clan mafiosi approfittano della crisi economica e finanziaria per consolidare il proprio potere


intervista

Saviano: i clan mafiosi approfittano della crisi economica e finanziaria per consolidare il proprio potere

Lo scrittore Roberto Saviano, autore del best seller “Gomorra”, attento osservatore dei fenomeni mafiosi minacciato di morte dalla camorra ha incontrato il nostro corrispondente a Bruxelles per ritirare il premio “Europe Book Prize”. Che effetti ha avuto la crisi economica e finanziaria sulle strategie dei cartelli criminali? Quali meccanismi utilizzano i clan per infiltrarsi sui mercati? Saviano risponde e ritorna anche sul tema dell’infiltrazione mafiosa nel nord Italia che nelle settimane scorse ha fatto infuriare la Lega Nord.

Saviano:

“La crisi ha aperto enormi possibilità alle mafie vincenti. Quelle perdenti sono state fermate dalla crisi ma quelle vincenti, i gruppi nigeriani, russi, calabresi, casalesi, corsi sono cartelli che hanno portato liquidità all’economia in crisi. E la liquidità li ha fatti vincere in ogni settore, dall’edilizia alle banche”

euronews:

Insomma sono utili, servono in questo momento perché fanno circolare denaro che non sta circolando.

Saviano:

“Esattamente. Penso a volte se dovessero sparire, cosi’..per miracolo quanta crisi ci sarebbe in Italia e in Europa!..parlo di un dato prodotto dalla Procura Nazionale Antimafia italiana quindi da un’istituzione: 100 miliardi di Euro l’anno di fatturato! …stiamo parlando di una delle più’ grandi imprese europee e ci limitiamo al fatturato italiano. Pensate ai cartelli spagnoli, ai cartelli sudamericani in Spagna quindi

l’Europa senza i soldi del narcotraffico….”

euronews:

Secondo lei i governi, e nello specifico quello italiano, stanno lottando efficacemente contro queste organizzazioni oppure manca qualcosa..?

Saviano:

“Stanno lottando, una parte delle istituzioni è sicuramente in prima linea da molto tempo. Lo Stato non è mai un monolite che va in un’unica direzione. L’Italia è un paese molto complesso per cui se c‘è una parte che è in prima linea anche a rischio della propria vita c‘è anche una parte profondamente collusa.

Credere che si possano sconfiggere le organizzazioni criminali con la repressione è un’illusione….la repressione è utile ma per batterla ci vuole un cambio politico-economico”

euronews:

In che senso?

Saviano:

“Nel senso più’ complesso del termine. Per essere chiari: il meccanismo degli appalti deve cambiare. Se vince sempre chi propone un prezzo più’ conveniente abbattendo i costi è chiaro che a spuntarla saranno loro.

Loro vincono perché possono sostenere quei prezzi ammortizzandoli con il narcotraffico”

euronews:

E’ una logica intrinseca alla logica economica attuale

Saviano:

“Esatto e poi soprattutto non è una battaglia battaglia che può’ fare solo l’Italia. I paradisi off shore sono paradisi di mafia, soprattutto paradisi di mafia”

euronews:

Lei qualche tempo fà, suscitando polemiche, ha parlato a proposito delle organizzazioni colluse o se non colluse comunque vicine alle attività mafiose…della Lega Nord che è un partito di governo, il partito dell’attuale ministro degli interni italiano. Ha delle prove?

Saviano:

“Quello che ho detto è che la n’drangheta interloquisce con la Lega, ho usato la parola interloquisce. Cosa che confermo: le mafie interloquiscono con i poteri. Mi sono rifatto a un’inchiesta e proprio in questi giorni stanno emergendo altri elementi in questo senso che confermano di incontri. E incontri significa volontà di gestire le liste, volontà di corrompere i politici. Poi certo tocca alla magistratura accertare”.

euronews:

Ma ci sono stati dei casi?

Saviano:

“l’inchiesta fatta dai PM Bocassini e Pignatone dimostra che la n’drangheta è assolutamente interessata. Nelle intercettazioni del boss Pino Neri loro parlano continuamente di Lega, Lega, Lega con cui debbono incontrarsi, a cui dobbiamo chiedere, con cui dobbiamo fare..”

euronews:

E hanno trovato accoglienza questi tentativi?

Saviano:

“Diciamo che loro hanno incontrato un consigliere regionale che ovviamente risponde che non sapeva chi fosse Pino Neri. E la magistratura accerterà se sia vero o meno.

Pero’ tutto questo denota quello che io volevo descrivere: un clima culturale, politico, sociale in cui le mafie parlano con i poteri. Non è cosi’ scandaloso quello che ho detto. Scandaloso perché? O meglio se lo dici del sud è normale, è normale che ma quando lo dici del Nord…ecco perché io l’ho fatto per dire nessuno è al riparo. Il mio obiettivo era questo: far capire che nessuno è al riparo”

euronews:

L’Attuale ministro degli interni Maroni si dice sia uno dei ministri più’ attivi della storia d’Italia nella lotta al è vero o no?”

Saviano:

“E’ vero solo in parte. L’opera repressiva che Maroni ha coordinato innanzitutto non è opera solo di Maroni. Maroni si è ritrovato con inchieste già in corso ovviamente. Le inchieste di mafia prendono anni e anni. Pero’ certo il modello Caserta è un modello positivo, la politica di contrasto è certamente positiva ma non sufficiente. Proclamare la sconfitta delle mafie è una balla”

euronews:

Abbiamo visto che nei paesi dell’est dopo il crollo dei sistemi socialisti c‘è stata una primavera delle organizzazioni criminali. Perchè? Qual‘è il meccanismo secondo Lei?

Saviano:

“C‘è da un lato la paura dell’imprenditoria sana. Dove vai ad investire? Il rischio di perdere era altissimo. Dall’altra il terrore della vecchia nomenclatura comunista di perdere il potere.

E quindi immediatamente si stabilisce un’alleanza. Arrivano le mafie e portano soldi, proteggono direttamente alcuni politici e drenano gli imprenditori. Cioè se tu ti leghi a loro e interloquisce con loro è tutto più’ veloce. Vuoi aprire una fabbrica a Tirana? Prova a farlo da solo..tangenti ritardi burocrazia infinita..

Fallo con loro: 3 settimane ed è tutto sistemato. Quindi diventano anche lo snodo per gli investimenti che ci sono stati. E’ interessante capire cosa è successo nell’est Europa perchè le mafie li’ sono state addirittura il propulsore economico in base a un principio liberale: hanno voluto e saputo rischiare”

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