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Nobel, il boicottaggio di Pechino riesce solo a metà

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Nobel, il boicottaggio di Pechino riesce solo a metà

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Chi protesta contro il governo di Pechino e chi contro Liu Xiaobo. Ce n‘è stato per tutti a Oslo, nel giorno della simbolica consegna del premio Nobel per la pace 2010.

Le due opposte fazioni hanno manifestato in modo pacifico. L’unico momento di tensione si è verificato quando un attivista pro-governativo ha tentato di strappare i manifesti di Piazza Tienanmen alle mani dei sostenitori del dissidente cinese.

Alla fine è intervenuta la polizia, che ha separato i due gruppi.

Molto più greve l’aria che si respirava a Pechino, intorno al complesso residenziale dove da oltre due mesi è rinchiusa la moglie del premio Nobel, Liu Xia.

L’intera area è stata sigillata dalle forze dell’ordine.

In tutto il paese, ogni riferimento alla cerimonia di Oslo è stato censurato, sia su internet che in tv.

Un’operazione che in parte ha dato i suoi frutti:

“Chi? Liu Xiaobo? Mai sentito”.

“Non so che cosa faccia. Non so molto di lui, ma credo di averlo visto su qualche giornale”.

“I diritti umani in Cina stanno migliorando. Il fatto è che siamo un paese troppo grande e non abbiamo ancora avuto secoli di sviluppo. I vostri paesi sono già maturi, mentre la Cina deve ancora migliorare”.

La sorveglianza è stata rafforzata anche su Piazza Tienanmen, teatro della repressione del 1989 alle cui vittime Liu Xiaobo ha dedicato il Nobel per la pace.