ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

"Liberate Liu Xiaobo". Appello del Comitato Nobel

Lettura in corso:

"Liberate Liu Xiaobo". Appello del Comitato Nobel

Dimensioni di testo Aa Aa

Un premio la cui necessità è confermata proprio dall’assenza di Liu Xiaobo. Così il comitato per il Nobel della pace ha sottolineato il valore del riconoscimento al dissidente cinese, che sta scontando una condanna in carcere di 11 anni, per incitamento alla sovversione.

Nel corso della simbolica cerimonia di consegna ad Oslo, il presidente del comitato Thorbjorn Jagland ha poi accostato Liu ad altri premi Nobel, nel passato impossibilitati da repressioni o dittature a ritirare il riconoscimento.

“Esprimiamo il nostro rammarico per il fatto che Liu Xiaobo non sia qui con noi – ha detto dal palco -. Si trova invece in isolamento in una prigione del nord-est della Cina. Come lui sono assenti anche la moglie e i parenti più stretti. Nessuna medaglia e nessun diploma potranno quindi essergli consegnati. Un’assenza che da sola dimostra quanto questo premio sia necessario e appropriato. Ci felicitiamo con Liu Xiaobo per aver ottenuto il premio Nobel per la pace 2010”.

Salutato dagli applausi del Salone delle feste del Municipio di Oslo, Jagland ha poi proseguito con un’esortazione: “Liu ha soltato esercitato i suoi diritti civili. Non ha fatto niente di male. E per questo deve essere liberato”.

Il presidente del comitato del Nobel ha infine trasmesso la volontà di Liu, da quest’ultimo comunicata alla moglie, di dedicare il premio alle vittime di piazza Tienanmen.

A ribadire il pensiero del dissidente cinese è poi stata l’attrice Liv Ullman, che ha letto alcuni passi del suo ultimo discorso pubblico, tenuto a dicembre durante il processo.

“Credo fermamente che il progresso politico della Cina non si arresterà – diceva allora Liu -. Guardo con fiducia ed ottimismo al futuro, al momento in cui la Cina sarà davvero libera. Perché non c‘è alcuna forza che potrà mai arrestare la ricerca umana della libertà. La Cina arriverà ad affermarsi come nazione governata dal diritto e dove i diritti umani regnano supremi”.

Speranza che lo stesso comitato del Nobel ha poi ribadito, sollecitando Pechino ad assumersi la responsabilità della sua potenza nel mondo, anche in termini di diritti umani.