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La NATO non teme Wikileaks

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La NATO non teme Wikileaks

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Le rilvelazioni di Wikileaks non sembrano scalfire la NATO. Lo afferma pacatamente a Bruxelles il suo Segretario Generale, Anders Fogh Rassmussen. Due settimane dopo il consenso ottenuto a Lisbona al vertice NATO Rassmussen spiega quella che è la rotta dell’Alleanza Atlantica.

José Miguel Sardo – Euronews:

Signor Rassmussen, grazie per accoglierci nel quartier generale NATO a Bruxelles.

Queste ultime settimane sono state segnate da indiscrezioni anche relative alle discussioni in corso in seno alla NATO. La preoccupa il fatto che queste rivelazioni potrebbero erodere il consenso raggiunto al vertice NATO di Lisbona?

Anders Fogh Rasmussen, Segretario Generale della NATO:

“No, la cosa non mi preoccupa, di fatto i contenuti di queste informazioni non rappresentano notizie dirompenti. Non commentiamo documenti classificati in tema di politica ma, in generale, posso dire che questi elementi non hanno avuto alcun impatto sulla nostra politica”.

Euronews:

Alcuni di questi dispacci evocano i piani NATO per la protezione dei Paesi Baltici contro un attacco russo. Ma la Russia era al corrente di questi piani quando ne avete discusso con Medvedev a Lisbona nel quadro della ripresa delle relazioni fra NATO e Russia?

Anders Fog Rasmussen:

“Nella discussione non abbiamo mai affrontato i metodi di difesa dei nostri alleati ma non credo che questo costituisca una sorpresa per nessuno e cioè che la NATO sia una alleanza di difesa, naturalmente ha i suoi piani adeguati in grado di proteggere le proprie popolazioni contro ogni minaccia”

Euronews:

Pensa che queste rivelazioni possano compromettere la ripresa di cooperazione fra Russia e NATO?

Anders Fogh Rassmussen:

“Sono fiducioso sulla possibilità di mantenere lo spirito positivo degli incontri di Lisbona, per via del reciproco interesse. Naturalmente abbiamo dei disaccordi con la Russia, ma la linea di fondo è che esistono diverse aree in cui condividiamo gli stessi interessi di sicurezza della Russia. Per citarne alcuni l’Afghamistan, il controterrorismo, la lotta alla pirateria, la lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa, i missili e quant’altro. Dovremmo sviluppare cooperazoni molto pratiche in quelle aree in cui condividiamo gli interessi. E queste sono state le decisioni prese al vertice di Lisbona, credo che lo spirito di Lisbona finirà col prevalere”.

Euronews:

Ricordo comunque una presa di posizione pubblica della NATO in relazione alle rivelazioni di Wikileaks,è della scorsa settimana: la NATO condannava la diffusione di queste informazioni relative all’esistenza di ordigni nucleari USA dal 1950 in almeno in 4 paesi europei. Puo’ confermare l’esistenza di queste armi?

Anders Fogh Rassmussen:

“ Credo che l’azione di Wikileaks sia dannosa per la diplomazia internazionale perchè l’azione diplomatica significa avere anche colloqui riservati con paesi avversari, al fine di raggiungere soluzioni pacifiche ai conflitti e se i contenuti dei colloqui confidenziali diventano pubblici allora il canale aperto cessa di esistere o viene danneggiato ed è questo il motivo per cui condanniamo tali azioni”.

Euronews:

Uno dei punti del nuovo concetto strategico della NATO è la rimozione delle armi strategiche della guerra fredda in Europa, quelle russe ma anche quelle statunitensi. C‘è un grande dibattito su questo tema come lei sa, ma lei crede che alla fine lo svelamento di questi documenti potrà in qualche modo indurre gli Stati Uniti a rimuovere queste armi?

Anders Fogh Rassmussen:

“No, Wikileaks non incide sulla nostra politica. All’interno del concetto stretegico adottato a Lisbona abbiamo presentato la nostra idea sulla questione nucleare, si basa su due pilastri: uno è il nostro contributo a lungo termine per un mondo senza armi atomiche, ma d’altro canto c‘è la necessità di avere una capacità nucleare come deterrenza di tipo politico fino a che le armi atomiche esisteranno nel mondo”.

Euronews:

Parlando dei missili di difesa, lo scudo missilistico…prima di tutto chi lo paga in un’epoca di crisi finanziaria e poi chi puo’ premerne i bottoni?

Anders Fogh Rassmussen:

“ Si baserà sul sistema missilistico di difesa della NATO e cio’ significa che segue gli abituali protocolli NATO, sarà integrato nelle strutture NATO. Per quanto riguarda la spesa possiamo installare questi missili territoriali di difesa con un costo aggiuntivo molto modesto. La ragione sta nel fatto che gli americani adoperano il loro esistente sistema di difesa missilistica come un importante contributo al sistema NATO. Altri alleati europei della NATO collocano il loro sistema missilistico di difesa nel contesto della NATO e con l’integrazione di questi sistemi possiamo espandare la difesa missilistica dalla semplice difesa della truppe dispiegate a quella delle intere popolazioni”.

Euronews:

Sull’Afghanistan a Lisbona avete concordato un piano di transizione che inizierà a giugno del prossimo anno e durerà fino al 2014. Cosa accadrà dopo il 2014 e quale sarà il ruolo della NATO? Pensate di mantenere truppe estere in certe regioni dell’Afghanistan?

Anders Fogh Rassmussen:

“ Certo, prevediamo la presenza di truppe internazionali anche oltre il 2014 ma se il processo di transizione sarà un successo vedremo le forze internazionali in piu’ ruoli di supporto. Resteranno in Afghanistan per assistere le forze di sicurezza afghane, aiutandole se necessario. Ma la transizione inizierà il prossimo anno e speriamo di completarla alla fine del 2014 in seguito manterremo ruoli di supporto”.