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Il futuro di Kyoto divide alla conferenza sul clima

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Il futuro di Kyoto divide alla conferenza sul clima

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Lunga notte di lavoro, a Cancun, in Messico, per raggiungere un compromesso tra i circa duecento paesi che partecipano alla sedicesima conferenza dell’Onu sul clima.

L’avvenire del protocollo di Kyoto resta la questione più spinosa, dopo che anche la Russia ha detto che non prenderà un nuovo impegno vincolante sulla riduzione delle emissioni di Co2, dopo il 2012.

La stessa posizione era già stata espressa dal ministro dell’ambiente giapponese, secondo il quale la cornice di un accordo globale dovrebbe essere fondata sull’intesa raggiunta un anno fa a Copenhagen, dal momento che è stata sottoscritta dai paesi responsabili di oltre l’80% delle emissioni di gas a effetto serra.

La commissaria europea Connie Hedegaard non abbandona comunque la speranza: “Penso che si possa fare qualche passo avanti”, ha detto, ma ha anche ammesso che in alcune delle aree che l’Unione europea ritiene piùimportanti, i progressi finora sono stati molto limitati.

L’obiettivo più verosimile sembra un accordo sui fondi per i paesi in via di sviluppo e sulla lotta contro la deforestazione, oltre che sul trasferimento di tecnologie.

I lavori dovrebbero concludersi questa sera, ma potrebbero essere protratti fino a sabato.