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Saeed Jalili: "Considero l'Onu responsabile per l'omicidio dello scienziato iraniano"

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Saeed Jalili: "Considero l'Onu responsabile per l'omicidio dello scienziato iraniano"

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Dopo 14 mesi dalla rottura dei negoziati tra l’Iran e i 5+1 (i 5 membri permanenti del consiglio di sicurezza piú la Germania), cui hanno fatto seguito le sanzioni internazionali, le due parti hanno ripreso il dialogo con colloqui che la mediatrice europea Catherine Ashton ha definito sostanziali e dettagliati.

A Ginevra, il capo dei negoziatori iraniani per il programma nucleare risponde alle domande di euronews.

Nima Ghadakopur, giornalista euronews:
Qual è l’obiettivo della sua visita a Ginevra? E quali le sue aspettative sui negoziati?

Saeed Jalili, negoziatore iraniano sul nucleare:
Prima di arrivare a Ginevra, ho già citato due o tre punti importanti. Innanzitutto, ho detto che non permetteró che il diritto di un popolo sia oggetto di negoziati, perché il diritto di un popolo non puó essere fatto oggetto di negoziati. In secondo luogo, noi stimiamo che la politica del dialogo e della pressione sia inammissibile.

In una lettera alla signora Ashton, le ho chiesto di chiarire la sua posizione.

Un altro punto che ho sottolineato anche prima di venire a Ginevra è che la Repubblica Islamica d’Iran è pronta a mettere a disposizione la sua influenza regionale, politica ed economica, per obiettivi comuni. Abbiamo sollevato questa questione seriamente nei negoziati.

Dal canto loro, le grandi potenze hanno fornito il loro punto di vista e ci si è accordati per continuare i negoziati sugli interessi in comune. E’ stata la conclusione della signora Ashton, confermata dal gruppo dei 5+1. E noi confermiamo che siamo pronti a continuare i negoziati su questi punti comuni.

euronews:
In Iran qualcuno pensa che il Paese abbia raggiunto l’autosufficienza nucleare e altri in Occidente pensano che le autorità iraniane cerchino di guadagnare tempo e giudicano inutile proseguire con i negoziati.

Secondo lei, qual è il motivo principale della ripresa dei colloqui?

Saeed Jalili:
Lo scopo del dialogo per noi è la cooperazione.

Non è focalizzato solo sul nucleare. Questo dialogo è basato sulla cooperazione su questioni di interesse comune. Oggi una delle preoccupazioni della comunità internazionale è il disarmo nucleare. Perché le grandi potenze non sono ancora state disarmate? Perché l’Europa e gli Stati Uniti hanno violato il trattato di non proliferazione nucleare e hanno installato piú di 240 testate nucleari? Questo preoccupa anche i cittadini europei. Sono questioni essenziali che vengono poste oggi. Ad esempio, perché alcune potenze hanno fornito l’arma atomica all’entità sionista?

E’ una preoccupazione condivisa dalla comunità internazionale. Bisogna tenerne conto. Se il dialogo porta a una cooperazione per il disarmo nucleare nel mondo e a impedire la proliferazione delle armi atomiche, incoraggiando la cooperazione pacifica tra le nazioni, puó essere utile.

euronews:
L’Iran chiederà la fine delle sanzioni? E’ un argomento che è stato sollevato anche dal presidente Ahmadinedjad.

Saeed Jalili:
Uno degli argomenti che abbiamo citato nei negoziati è che qualcuno ha fatto male i suoi calcoli. E in base a calcoli sbagliati si prendono decisioni sbagliate. In passato, pensavano di poter impedire il progresso della nazione iraniana con le sanzioni. Oggi constatiamo che queste sanzioni hanno imposto dei costi ai loro stessi Paesi. Le aziende di questi Paesi ci contattano e si lamentano di essere private del mercato iraniano. E’ un problema serio. Oggi ci troviamo nella situazione economica e politica migliore e stiamo per realizzare il piú grande progetto economico del Paese, considerato una sorta di chirurgia economica. Se non si disponesse di una buona situazione economica, come si potrebbe realizzare un progetto simile?

Un altro punto che merita di essere preso in considerazione è l’assassinio di uno scienziato iraniano compiuto la settimana scorsa. E’ un grande scandalo per il consiglio di sicurezza dell’ONU aver indicato i nomi degli scienziati iraniani in queste risoluzioni, autorizzando i terroristi ad applicare cosí queste risoluzioni.

Che rapporto c‘è fra i terroristi e il Consiglio di Sicurezza? Come Lei sa, il responsabile dei servizi segreti britannici, tre settimane prima di questo assassinio, aveva dichiarato che avrebbero cercato di impedire lo sviluppo del nucleare iraniano con determinate misure di sicurezza.

euronews:
Lei considera il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite responsabile dell’assassinio degli scienziati iraniani, per aver rivelato i loro nomi?

Saeed Jalili:
Noi pensiamo che ci sia un rapporto diretto tra il fatto che gli ispettori dell’AIEA registrino i nomi degli scienziati iraniani e li forniscano al Consiglio di Sicurezza e il fatto che i terroristi li uccidano. Il Consiglio deve risponderne alla comunità internazionale.