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Apertura della Cina a Cancun su target CO2

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Apertura della Cina a Cancun su target CO2

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Tra scetticismo e aperture inedite, il sedicesimo vertice Onu sul clima entra nelle giornate decisive a Cancun. Sullo sfondo, il mondo sommerso di Greenpeace – che con una simbolica performance ammonisce sulle conseguenze dei cambiamenti climatici, a partire dai pericoli dell’aumento del livello dei mari, per le popolazioni costiere.

In Messico, per la prima volta la Cina si è detta pronta a fare la sua parte volontaria rispetto ai target di emissioni di CO2 nell’ambito di una risoluzione vincolante delle Nazioni Unite. Un segnale positivo per i Capi di Stato e i ministri, che oggi si riuniscono al tavolo delle trattative.

Ma per i quali, i documenti negoziali non sono ancora pronti, fattore che suscita perplessità: “Siamo preoccupati, anche perché i testi non sono ancora pronti – dice Connie Hedegaard, Commissario europeo per l’Azione per il Clima -. Sono ancora troppo lunghi, ci sono ancora troppe opzioni e sono ancora troppo complicati. Tuttavia, crediamo che qui a Cancun sia ancora possibile una soluzione che rispetti le esigenze di tutti”.

In Messico sono presenti anche attivisti arrivati da tutto il mondo per chiedere azioni rapide per salvare il clima. Un gruppo di loro si è scagliato contro una catena di fast food, inscenando la manifestazione più violenta dall’inizio del vertice, il 29 novembre. Anche con questo dovranno fare i conti, oggi, i leader mondiali, mentre cercano di dare un seguito al protocollo di Kyoto – in scadenza nel 2012 – e superare le delusioni di Copenhagen. Per farlo, hanno tempo solo fino al 10 dicembre.