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Dialogo fra sordi sul nucleare. Iran e 5+1 lontani a Ginevra

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Dialogo fra sordi sul nucleare. Iran e 5+1 lontani a Ginevra

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Sul nucleare iraniano è di nuovo braccio di ferro.

Da oltre un anno lontani dal tavolo delle trattative, paesi del 5+1 e negoziatori di Teheran mettono subito in scena a Ginevra il rodato copione del muro contro muro.

Al primo giorno di colloqui, l’Iran fa già sapere che il loro esito dipenderà dall’approccio della controparte. Basta con la politica della pressione – il succo del messaggio – sì invece a quella della “cooperazione costruttiva”.

“Gli armamenti nucleari – rassicura dalla Grecia il Ministro degli esteri Mottaki – non risolvono alcun problema e portano soltanto distruzione. Tutti i paesi del mondo, senza alcuna eccezione, dovrebbero muovere verso la denuclearizzazione”.

Parole volte a ribadire la posizione dell’Iran sulla destinazione esclusivamente civile del proprio programma nucleare. Ma che a poche ore dall’annuncio di Teheran sulla propria autosufficienza nella produzione di uranio arricchito, non mancano di sollevare già nuove perplessità.

Diffidenze e tensioni che da Ginevra il nostro inviato Mina Ghadakpour conferma, parlando di escalation dei toni fra rappresentanti dei paesi del 5+1 e negoziatori iraniani. “Questi ultimi – dice – hanno in particolare manifestato il proprio disappunto per la pubblicazione dei nomi degli scienziati, la scorsa settimana vittime di un attentato a Teheran”.

Blitz costato la vita ad uno dei due e del quale chiedono ora un’esplicita condanna dai negoziatori della controparte.