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Costa d'Avorio, è stallo totale

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Costa d'Avorio, è stallo totale

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“Un paese con due Presidenti”, titolano oggi i giornali in Costa d’Avorio, ma forse è anche il caso di dire “due Paesi senza presidente”. La situazione si complica di ora in ora, con Laurent Gbagbo, il presidente uscente, che ha nominato un primo ministro in risposta alla nomina effettuata dal rivale Alassane Ouattara, che aveva incaricato poche ore prima proprio il premier che aveva lavorato finora sotto Gbagbo. Infruttuosa finora la mediazione di Thabo Mbeki, ex presidente sudafricano, inviato dall’Unione Africana.

“Il messaggio dell’Unione – ha poi riferito Ouattara -è che la democrazia ha scelto, io sono il presidente, la scelta del popolo deve essere accettata e il signor Gbagbo deve andarsene”

In un Paese spaccato in due politicamente e geograficamente, per strada c‘è chi ancora invoca il pragmatismo, ma non sembra crederci:

“Chiunque sia stato eletto, dobbiamo accettarlo, deve essere il Presidente di tutti gli ivoriani. Non m’importa di Gbagbo o di Ouattara. Per la pace sociale, dobbiamo accettare le cose e andare avanti”

L’Unione europea, oltre alle Nazioni Unite, agli Stati Uniti, all’Unione Africana, ha riconosciuto la vittoria di Ouattara e ora minaccia sanzioni, ma Gbagbo sembra avere l’appoggio della Cina, forse della Russia. E, cosa fondamentale, dell’esercito.