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La Spagna torna a volare dopo la paralisi dei cieli

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La Spagna torna a volare dopo la paralisi dei cieli

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La Spagna è tornata a volare dopo un giorno di paralisi dei cieli per lo sciopero selvaggio degli uomini-radar, risolto con una legislazione d’emergenza, la prima dai tempi del dittatore Franco. Ma ci vorrà del tempo per tornare alla normalità.

“Sono meravigliata e felice – dice una passeggera italiana che sta per imbarcarsi -. E’ stato tremendo, tutta la notte e la mattina aspettando notizie che non arrivavano”.

I controllori di volo scioperavano contro una decisione del governo di cambiare il sistema di calcolo delle ore di lavoro, nell’ambito della privatizzazione dell’azienda di navigazione aerea. Solo a Madrid, 250 mila passeggeri sono rimasti bloccati.

“E’ una prepotenza impressionante – dice un passeggero spagnolo -. I controllori hanno tenuto in ostaggio bambini, anziani, gente che non è in grado di passare tutta la notte in aeroporto. E’ umiliante”.

Nel pomeriggio, lo spazio aereo è stato riaperto e i primi voli hanno potuto decollare in virtù dello stato d’emergenza proclamato dal governo.

“I controllori di volo – afferma il vicepremier Alfredo Perez Rubalcaba – sono stati precettati, il che significa che, se non vanno al lavoro, possono incorrere nel reato di disobbedienza previsto dal codice penale militare.”

In precedenza, all’inizio dello sciopero, il governo aveva affidato ai militari la gestione dello spazio aereo e anche l’assistenza ai passeggeri accampati negli aeroporti.

Si calcola che ci vorranno almeno 48 ore per permettere a tutti di raggiungere le loro destinazioni.