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Assange ricercato dall'Interpol

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Assange ricercato dall'Interpol

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L’Interpol dà la caccia a Julian Assange. Il fondatore di WikiLeaks è accusato di stupro e il mandato internazionale è stato emesso su istanza della Svezia. I legali dell’ex hacker hanno avanzato un nuovo ricorso contro la richiesta di arresto.

Dopo la diffusione della corrispondenza riservata delle ambasciate americane da parte di WikiLeaks, il governo statunitense ostenta, comunque, tranquillità:

“Siamo – afferma il segretario alla Difesa Robert Gates – ancora essenziali. Come è stato detto in passato, ‘nazione indispensabile’. Quindi gli altri Paesi continueranno ad avere relazioni con noi. Continueranno a lavorare con noi. Ci scambieremo ancora informazioni confidenziali gli uni con gli altri. La situazione è imbarazzante? Certo. Scomoda? Sicuramente? Ma le conseguenze sulla nostra politica estera credo saranno molto modeste”.

Non se ne prevede alcuna sui rapporti col Pakistan, stando ai documenti considerato un partner non completamente affidabile. Il timore della diplomazia statunitense, e anche di quella inglese, è che qualche estremista islamico possa avere accesso all’arsenale nucleare di Islamabad.

Tanti i capitoli aperti anche sui rapporti tra altri Paesi. Quelli tra Arabia Saudita e Cina, per esempio, legati alle forniture di petrolio, assicurate se Pechino osteggiasse il programma nucleare iraniano. O quelli tra il colosso asiatico e l’antico alleato nordcoreano, verso il tramonto assieme alla dittatura di Kim Jong Il.