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Cancun: I donatori provino di aver buona volontà

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Cancun: I donatori provino di aver buona volontà

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Adrian Lancashire

euronews

-Connie Hedegaard, Commissaria europea per l’azione sul clima, la conferenza Onu sul clima è iniziata oggi in Messico.

La settimana scorsa lei ha dichiarato che a Cancun non avevamo alcuna chance di arrivare a un accordo legalmente vincolante. Si è fatto qualche passo avanti?

Connie Hedegaard, commissaria europea per l’azione sul clima

“Sì, ma non raggiungeremo il risultato sperato quest’anno. È la triste verità. Dobbiamo essere realisti, questo non vuol dire che non arriveremo a niente a Cancun.

Personalmente spero che arriveremo a prendere tutta una serie di decisioni, sul disboscamento, sulla tecnologia per esempio, e essere in grado di mantenere quanto promesso, a livello globale e anche finanziariamente.

Per cui il fatto che non arriveremo a un accordo vincolante legalmente non vuol dire che non avremo niente. L’Europa farà, in ogni modo. Possiamo spingere perché si prendano decisioni che vadano in una certa direzione. Il mondo ne ha bisogno”.

-Qual‘è lo scenario che auspica? teme che si possa arrivare a una decisione affrettata?

“È la mia settima conferenza internazionale sul clima, per cui so che molte cose saranno trattate all’ultimo momento.

Se ci mettessimo d’accordo su come aiutare i Paesi in via di sviluppo a prendere in cosiderazione il cambiamento climatico, che stanno sperimentando, sarebbe già un gran risultato. Si tratta di aspetti molto importanti”.

- Ha detto Paesi in via di sviluppo, vorrei dare uno sguardo all’Europa. A Copenhagen i 27 avevano fatto promesse ma qualche giorno prima di Cancun lei ha precisato che per la loro realizzazione gli stati membri devono stanziare 200 milioni di euro. Li ha avuti?

“No, non li abbiamo ancora ottenuti.

Ma avremo però i 7,2 miliardi di euro promessi a Copenhagen, nel corso dei prossimi tre anni. Penso che sia fondamentale. Se proviamo che siamo in grado di metterci d’accordo su alcuni temi, e i paesi in via di sviluppo, così come i 27 sono in grado di mantenere le promesse, penso sia il modo migliore di costruire il cammino che ci porterà a un accordo vincolante.

La logica vuole che ci sia un accordo prima sulla sostanza e poi sulla forma legale”.

- Lei si è congratulata quest’anno con alcune industrie per le proprie prestazioni per quel che riguarda le emissioni di C02, ha detto anche che tagliare queste emissioni troppo in fretta pregiudicherebbe molti posti di lavoro. C‘è un modo per incoraggiare le piccole medie imprese a dare il proprio contributo?

“La maggiorparte dei cittadini concorda sul fatto che potremo perdere posti di lavoro andando troppo in fretta ma si possono perdere posti anche si è troppo compiacenti e si lasciano i propri concorrenti penetrare il mercato senza opporre alcun ostacolo. La cosa migliore è trovare il giusto equilibrio , fare il massimo possibile, se agiamo in modo intelligente non perderemo posti di lavoro e saremo in grado di elaborare soluzioni che potremo esportare nel futuro”.