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Brogli e violenze alle legislative in Egitto

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Brogli e violenze alle legislative in Egitto

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Brogli, arresti, molotov e violenze in Egitto nel giorno del voto per il primo turno delle legislative, 40 milioni di persone che rinnovano l’Assemblea del Popolo.

L’episodio più grave al Cairo, dove il figlio di un candidato è stato pugnalato a morte mentre attaccava volantini.

Il presidente Hosni Mubarak, favorito, ha rifiutato gli osservatori internazionali per questo scrutinio blindato.

Molti i ricorsi già presentati al governo che ammette ritardi e difficoltà ma, afferma, a nessuno è stato impedito di votare: “Il governo pensa alla sicurezza nei seggi”, ha detto il premier Ahmed Nazif, “e l’alta commissione elettorale si occupa di garantire la libera scelta dei votanti”.

I Fratelli musulmani, messi fuori legge e sottoposti ad arresti e condanne, parlano invece di pesanti frodi e dell’impossibilità per i loro candidati indipendenti di accedere ai seggi.

L’appuntamento per il secondo turno è per il prossimo 5 dicembre.

“Da un lato i Fratelli musulmani denunciano brogli e violenze contro i loro candidati, dall’altro il partito di governo dice di garantire l’integrità e la trasparenza del voto”, commenta dal Cairo Mohamed Elhamy di Euronews, “ma quel che è certo è che queste elezioni sono un preludio alla presidenziali in grado di influenzare il futuro politico del paese negli anni a venire”.