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Svizzeri domani al voto su espulsione stranieri

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Svizzeri domani al voto su espulsione stranieri

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“Ivan S.: stupratore e presto svizzero?”. Sembra aver successo lo slogan dell’Unione democratica di centro: al referendum sull’espulsione automatica degli stranieri colpevoli di reati il sì sarebbe destinato ad avere la meglio.

La lista di reati passibili di espulsione include sì crimini come l’omicidio o la violenza sessuale, ma anche l’abuso delle prestazioni sociali .

Per alcuni svizzeri, però, ci sarebbe da pensare ad altro: “Secondo me in questo momento ci sono altre priorità – dice un giovane – , piuttosto che espellere i criminali stranieri dalla Svizzera. Il testo, nella forma che ci è proposta, ha diverse lacune, non stiamo facendo qualcosa di completo”.

L’estrema destra, che ha riciclato il famoso manifesto della pecora nera espulsa da quelle bianche, è diventata la prima forza politica del paese cavalcando la paura degli svizzeri verso gli immigrati.

L’ex leader del partito, Ueli Maurer, porta a testimonianza le cifre: l’anno scorso quasi il 60 per cento degli omicidi sono stati commessi da stranieri: “Questo referendum è necessario perché i reati dei residenti stranieri stanno diventando più violenti, e noi non vogliamo queste pecore nere. Dovrebbero essere espulse”.

In Svizzera gli stranieri, tra cui molti italiani, rappresentano il 22 per cento della popolazione. Il governo e la maggioranza del parlamento, contrari all’iniziativa, hanno presentato un controprogetto, anch’esso sottoposto a referendum domani, che adotta come criterio per la revoca del diritto di soggiorno la gravità del reato, e stabilisce che le espulsioni vanno eseguite nel rispetto della Costituzione e del diritto internazionale.

Questo referendum arriva a quasi un anno esatto da quello sul divieto dei minareti, approvato dal 57 per cento dei votanti.

I critici fanno notare che, se anche quest’iniziativa dovesse passare, andrebbe a violare il diritto internazionale e rischierebbe di rendere ancora più difficili le relazioni già tese con l’Unione europea.