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Portogallo: Rodrigues, piano austerity è solo inizio

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Portogallo: Rodrigues, piano austerity è solo inizio

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Il Portogallo ha fatto un passo importante per risolvere la crisi, dopo aver approvato il piano di austerità per il 2011. Ma servirà ad evitare il ricorso ad un aiuto esterno, come ha fatto la Grecia e più recentemente l’Irlanda?

Per aiutarci a comprendere i differenti scenari che si prospettano per il Portogallo, Maria João Rodrigues

ex ministro del Lavoro, economista, docente universitaria e consigliera speciale del governo per le politiche europee, risponde alle nostre domande.

- La Finanziaria 2011 è sufficientemente ambiziosa per far uscire il Portogallo da questa crisi?

“La manovra approvata oggi rappresenta uno sforzo molto importante del Portogallo per riequilibrare i suoi conti pubblici. È stata approvata con una maggioranza chiara in parlamento. E penso sia un passo molto importante. Ma non è sufficiente, bisogna che ora il Paese si mobiliti per rilanciare un piano di crescita, di creazione di posti di lavoro e recuperi la sua competitività, che è il principale problema da risolvere.”

- Mi sta dicendo che questa manovra di austerità non sarà sufficiente a dare nuova fiducia ai mercati?”

“Devo dire che la fiducia dei mercati ultimamente è stata più turbata da altri fattori. I sospetti sulla possibilità che i Paesi più fragili non possano rispettare i loro impegni sul debito pubblico dopo il 2013, non ha preoccupato solo questi ultimi ma tutta la zona euro.”

- Nonostante il Portogallo sia in una situazione diversa rispetto alla Grecia o all’Irlanda, il governo è condannato a chiedere un aiuto esterno per superare la crisi?

“All’inizio il Portogallo non avrà bisogno di questo aiuto esterno. Bisogna ricordare che aveva un bilancio relativamente equilibrato prima dell’inizio di questa crisi nel 2008. Il problema portoghese è di un altro tipo: non ha origine nel sistema bancario, che è molto solido, né nell’apparato amministrativo che è in via di riforma.

Il problema portoghese è fondamentalmente di competitività e, per rimediare, servirà un grosso sforzo nazionale. Ma saranno necessari anche una certa calma e controllo davanti alla pressione dei mercati che, in effetti, non aiutano nessuno.”

- Il ministro dell’Economia Vieira da Silva ha lamentato la mancanza di capacità dell’Unione di rispondere alle difficoltà che attraversa l’Europa. Che tipo di risposte può dare l’UE?

“È fondamentale che l’Unione Europea dia un messaggio chiaro e comune che dica: ‘Noi membri della zona euro abbiamo la responsabilità dei bilanci da rafforzare. Possiamo contare sulla solidarietà dei Paesi membri perché siamo un’unione politica e coopereremo più strettamente per sostenere la crescita e la creazioni di posti di lavoro. Questo messaggio, se sarà pronunciato con forza e dall’insieme degli attori europei, potrà avere un effetto tranquillizzante sui mercati finanziari.”