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Haiti verso le elezioni, con molto scetticismo

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Haiti verso le elezioni, con molto scetticismo

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Contestate, guardate e commentate con sufficienza, ma non per questo disattese: per le elezioni presidenziali di domenica, ad Haiti, si registrano ancora lunghe code per l’iscrizione nelle liste elettorali. Jude Celestin contro Mirlande Manigat, secondo i sondaggi: la donna, 70enne, di sinistra, è data per favorita con il 36%, davanti all’uomo del presidente, Celestin, al 20%: un ingegnere privo di carisma, messo in campo da René Preval che non può più candidarsi.

Dietro ai due ci sono una quindicina di altri candidati, come Michel “Sweet” Micky, mito del rap locale, dato al 14%. E milioni di elettori che non ci credono più: “Non ho speranze. Queste elezioni sono una specie di tradizione, ma non servono a niente. Guardate questa gente, le elezioni non servono a migliorare le loro vite, servono solo ai candidati, sono gli unici a guadagnarci qualcosa”

Dieci mesi dopo un terremoto che ha ucciso 250.000 persone, nel pieno di un’epidemia di colera che ne ha uccise almeno altre 1.600, queste elezioni suscitano sentimenti contrastanti: scetticismo, speranza, curiosità, rabbia. Come quella dei sostenitori del deposto presidente Aristide, il cui partito è stato escluso. E sospetto: come quello di Mirlande manigat, la favorita, che ha già preannunciato brogli da parte del principale avversario.