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Sudcoreani in piazza contro Pyongyang

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Sudcoreani in piazza contro Pyongyang

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Risposta immediata ed energica all’attacco di Pyongyang. È quanto chiedono al loro governo i sudcoreani in piazza.

E al confine la situazione resta tesa, con l’artiglieria nordcoreana sempre attiva.

“È un’invasione nella sovranità del nostro territorio”, dice un manifestante, “Ma il governo non li ha ancora puniti. Ne parlano ma non sono ancora passati all’azione. È spiacevole. Come possiamo avere fiducia nel presidente per il resto della nostra vita?”.

Seoul ha comunque mandato rinforzi nelle isole di frontiera e rimpiazzato il ministro della difesa, accusato di debolezza, con il generale Kim Kwan-Jim, 61 anni, nomea da interventista.

Sull’isola di Yeonpyeong è arrivato intanto il comandante statunitense Walter Sharp per constatare i danni provocati dai missili che hanno fatto 4 morti e una ventina di feriti: “È un puro e semplice attacco della Corea del Nord contro quest’isola, una chiara violazione dell’armistizio”.

Si tratta della prima aggressione contro civili sferrata da Pyongyang da quella tregua che mise fine nel ’53 alla guerra di Corea.

Una situazione delicata, con gli eserciti delle 2 parti pronti allo scontro. E le manovre navali che Seoul si accinge a fare domenica con Washington non aiutano. Scelta azzardata in un clima già così teso, mette in guardia la Cina, alleato storico della Corea del Nord.