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Nuova Zelanda. Giornata di lutto per i 29 minatori di Pike River

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Nuova Zelanda. Giornata di lutto per i 29 minatori di Pike River

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La Nuova Zelanda piange i 29 minatori ormai dati per morti. Bandiere a mezz’asta e rintocchi di campane in tutto il Paese.

Gli operai erano rimasti intrappolati venerdì scorso nella miniera di Pike River dopo un’esplosione, ieri una seconda deflagrazione non ha permesso ai soccorritori di scendere nella miniera.

Il primo ministro John Key ha promesso l’apertura di un’inchiesta, mentre il recupero dei corpi potrebbe durare mesi vista la forte concentrazione di gas tossici sottoterra. “Ci sono una serie di domande a cui bisogna rispondere”, afferma Key. “Cosa ha provocato l’esplosione? Cosa si sarebbe potuto fare per impedirla? I soccorsi si sono svolti in modo corretto? Secondo me sì, ma naturalmente è necessario verificare tutto”.

Neville Rockhouse ha perso uno dei figli, Benjamin, mentre Daniel si è salvato assieme a un altro minatore dopo l’esplosione di sei giorni fa. “Ho perso un bel ragazzo, ho perso un figlio – dice – ringrazio Dio per aver salvato l’altro”.

Molti familiari ritengono che i soccorsi sarebbero dovuti arrivare appena dopo la prima deflagrazione quando i gas si stavano dissipando.

Le vittime, di età fra 17 e 62 anni, sono 24 neozelandesi, due australiani, due britannici e un sudafricano.