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Usa, rivolta contro i "palpeggiamenti" in aeroporto

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Usa, rivolta contro i "palpeggiamenti" in aeroporto

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Niente palpeggiamenti, siamo americani.

Negli aeroporti statunitensi presi d’assalto alla vigilia del Giorno del Ringraziamento, i viaggiatori insorgono contro le nuove misure di sicurezza, giudicate troppo invasive.

Da un lato, i body scanner che mettono a nudo ogni centimetro quadrato al di sotto degli abiti; dall’altro, le perquisizioni corporali che si possono chiedere in alternativa. E che però a volte riservano sgradevoli sorprese: “A un certo punto – racconta un passeggero – l’agente mi ha messo le mani nella parte alta dei pantaloni, dei jeans, mi ha colto un po’ di sorpresa”.

Una madre è preoccupata per i suoi ragazzi: “È troppo personale, troppo invasivo, non voglio che degli estranei tocchino i corpi dei miei figli, non penso sia necessario”.

Per altri invece il gioco vale la candela. Meglio sacrificare un po’ di privacy – dicono – pur di avere la certezza che certi eventi non si ripetano. Dice un altro passeggero: “Tutti parlano di quanto sia offensiva una perquisizione. Penso che si dimentichino di quel passeggero che un anno fa aveva una bomba nelle mutande”.

Anche i piloti però si sono opposti a farsi “scannerizzare” o “palpeggiare”, facendo notare che sono già ampiamente controllati. Le autorità hanno acconsentito.

Ma per i passeggeri, la Transportation Security Administration, l’ente federale che si occupa della sicurezza dei cieli, non cede. E l’amministrazione Obama chiede ai suoi cittadini un piccolo sacrificio.

“La maggior parte degli americani non sono abituati a un palpeggiamento imposto per legge – ha detto Janet Napolitano, segretario alla sicurezza interna -. Li ascolteremo, naturalmente faremo gli adattamenti e i cambiamenti necessari, ma non cambiamenti e adattamenti che influiscano sulle capacità operative di base che dobbiamo avere per assicurarci che volare resti un modo di viaggiare sicuro”.
 
Ma perché rifiutarsi di passare attraverso gli scanner? Innanzi tutto per preoccupazioni legate alla salute: c‘è chi teme che le radiazioni, alla lunga, possano provocare il cancro.
 
L’Europa resta divisa sull’uso delle macchine. In Italia, dopo un periodo di test, l’opzione era stata scartata. Ma di recente, il ministro Maroni è tornato a prenderla in considerazione.