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Maltrattamenti su un bambino palestinese, condanna a tre mesi per militari israeliani

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Maltrattamenti su un bambino palestinese, condanna a tre mesi per militari israeliani

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Tre mesi con la condizionale. Questa la condanna stabilita da un tribunale militare nei confronti di due ex soldati israeliani.

I due avevano maltrattato un bambino palestinese di 9 anni, costringendolo anche ad aprire delle borse sospette, che a loro avviso potevano contenere esplosivo, durante l’operazione Piombo fuso, a Gaza, all’inizio del 2009.

Il parere di Uzi Dayan, ex vice comandante di corpo dell’esercito israeliano:

“Bisogna capire che sono soldati, abituati a combattere. Possono aver commesso un errore, ma non sono dei criminali”.

Il luogo dove è avvenuto il fatto viene mostrato dallo stesso bambino palestinese, Majid Rabah, che fu condotto qui fucili alla mano. Questo è il suo racconto:

“Uno dei due soldati mi portò in cantina, vicino al bagno. Mi disse di aprire le borse. Aprii la prima, ma con la seconda non ci riuscivo. Allora mi schiaffeggiò, si spostò di quattro o cinque passi e sparò sulla borsa”.

Per l’operazione Piombo fuso, durata tre settimane a cavallo di fine 2008 e inizio 2009 e costata la vita a 1.400 palestinesi, sono state condotte 47 inchieste, secondo quanto affermano le autorità militari israeliane. Questa è la prima sentenza di condanna.