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Crisi irlandese, l'Europa chiede decisioni immediate

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Crisi irlandese, l'Europa chiede decisioni immediate

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Aumentano le pressioni sul governo irlandese per risolvere la crisi in cui versa il sistema bancario del paese, una crisi che fa temere per il destino delle economie piu deboli della zona euro, come Spagna, Portogallo e Grecia.

Il sistema creditizio irlandese è in grave difficoltà. Le banche, tutte a corto di cassa, sopravvivono in larga parte grazie ai prestiti della banca centrale, giunti a fine ottobre a 130 miliardi di euro.

Il tempismo è essenziale per risolevere questa impasse, ha detto il ministro delle finanze greco. Quella Grecia che la scorsa primavera ha messo a rischio l’esistenza stessa della moneta unica.

“Il governo sta facendo del suo meglio in queste diffficili circostanze e sono certo prenderanno le decisioni appropriate al momemento giusto”, ha detto Papacostantinou.

Ed è proprio in Grecia che sono più vivi i timori di bancarotta. Il Governo ha appena presentato una manovra correttiva per ridurre il deficit di altri 5 miliardi di euro nel 2011. Ci vorranno tagli alla spesa sanitaria, militare e sociale, nuovi aumenti delle tasse e esuberi nel settore pubblico. Tutte misure inevitabili ma che non faranno che ridurre insieme al deficit anche consumi. L’obiettivo è portare il deficit al 7,4% del pil. Ma se rallenta anche la crescita, temono gli economisti, l’austerità sara stata inutile perché il rapporto resterà comunque troppo alto.