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Ue: inevitabili per l'Irlanda gli aiuti europei

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Ue: inevitabili per l'Irlanda gli aiuti europei

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L’Irlanda di fronte a un destino ineluttabile. Secondo la presidenza belga Dublino dovrà essere aiutata dall’Europa per risollevare le finanze pubbliche e le banche.

Giovedì una missione di Commissione, Fmi e Bce sarà nel Paese per esaminarne i problemi strutturali, dopo che i ministri delle Finanze e il fondo monetario si sono detti pronti a soccorrere l’ex tigre celtica. L’Europa vuole che l’Irlanda riporti il suo deficit dal 32 per cento al di sotto del 3 entro il 2014.

“E’ molto chiaro che vogliamo avviare un processo con l’FMI, la Commissione e la BCE”, dice il ministro delle Finanze belga Didier Reynders, “per analizzare la situazione in Irlanda e capire se occorre che il Paese presenti una richiesta di aiuto a livello europeo”.

Il governo di Dublino rifiuta di usare la parola salvataggio che rammenta la crisi Greca, ma potrebbe aver bisogno di aiuti tra i 45 e i 90 miliardi di euro, attraverso il fondo di stabilizzazione finanziaria.

Pronto a dare un mano il Regno Unito, vista l’esposizione delle sue banche e gli importanti scambi commerciali. “Il Regno Unito ha una posizione fiscale molto difficile”, spiega Daniel Gros del Centre for European Policy Studies. “Ma ha un rating a tre A perché i mercati ritengono che il Paese sarà capace di essere più forte. La somma che Londra potrebbe prestare all’Irlanda è davvero marginale rispetto al quadro fiscale generale del Regno Unito”.

Il governo irlandese vuole anche evitare un ulteriore colpo alla sua già fragile maggioranza parlamentare, in occasione delle elezioni suppletive del 25 novembre.