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Tonno rosso. Gli ecologisti fanno pressione per la riduzione delle quote

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Tonno rosso. Gli ecologisti fanno pressione per la riduzione delle quote

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Intorno alle sorti del tonno rosso si danno battaglia in questi giorni gli Stati e gli ecologisti. A Parigi si è aperta la conferenza della commissione internazionale per la tutela di questa specie dell’Atlantico orientale e il mediterraneo.

Riunisce 48 Paesi e dovrebbe in particolare fissare nuove quote. Le associazioni ambientaliste tra cui Greenpeace chiedono la sospensione della pesca industriale e denunciano continue infrazioni.

“A livello globale oggi c‘è un problema, quello della violazione delle quote, della pesca illegale, della sovraccapacità, troppe imbarcazioni per troppo poco pesce”, afferma François Chartier di Greenpeace. “C‘è stata una notevole riduzione delle quote negli ultimi anni, ma purtroppo non basta, perciò è importante fare di più”.

Le associazioni vogliono la riduzione delle quote a seimila tonnellate all’anno, contro le 13.500 attuali. Il comitato nazionale della pesca francese ha chiesto il mantenimento dello status quo per evitare danni al settore.

“Se portano la quota a seimila tonnellate all’anno, allora si ferma la filiera e si lascia spazio alla pesca illegale”, dice Mourad Kakoul, presidente dell’Unione mediterranea pescatori di tonno.

Negli ultimi 30 anni la presenza di tonno rosso nei mari è diminuita dell’85 per cento. Particolarmente ricercato dal Giappone è preda di un mercato nero internazionale dal valore di quattro miliardi di dollari all’anno secondo il Consorzio Internazionale dei Giornalisti d’Inchiesta.