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Kashmeri: "La Nato ha un futuro solo se si collega alla Politica di difesa comune europea"

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Kashmeri: "La Nato ha un futuro solo se si collega alla Politica di difesa comune europea"

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La guerra in Afghanistan e le relazioni con la Russia sono solo alcuni dei temi sui quali la Nato sta lavorando per definire la sua strategia dei prossimi anni. Da Washington a discuterne con noi, c‘è Sarwar Kashmeri, autore di “Nato, ripartire o chiudere?” Signor Kashmeri, grazie per aver accolto in nostro invito.

Paul Hackett, euronews:
Sono 61 anni ormai che la Nato esiste, ma è ancora utile nel mondo di oggi?

Sarwar Kashmeri:
Credo che abbiamo ancora bisogno della Nato, è una organizzazione di grande valore, anche se via via diviene meno rilevante.

euronews:
Crede che potrà sopravvivere al prossimo decennio?

Sarwar Kashmeri:
La mia sensazione è che senza un dialogo diretto tra gli Stati Uniti e l’Unione europea su un piano ad ampio raggio per collegare la Nato alla Politica europea di difesa, e senza un trasferimento agli europei delle principali questioni che riguardano l’Europa, la Nato tenderà a perdere importanza.

euronews:
L’Afghanistan resta la missione principale per l’organizzazione. ma non ha anche mostrato i limiti della Nato?

Sarwar Kashmeri:
Non solo ha mostrato i limiti della Nato, ma secondo me ha anche reso visibili i suoi problemi di funzionamento. Ora, come gestire l’uscita della Nato dall’Afghanistan è una questione di importanza crescente. Penso che se non siamo attenti la credibilità residua della Nato potrà cominciare a sparire.

euronews:
Continuando, nel cuore della strategia della Nato c‘è ancora l’impegno per una difesa collettiva. Ma funzionerebbe anche in presenza di un attacco cibernetico?

Sarwar Kashmeri:
Buona domanda. Personalmente non credo che sia possibile. Perché se vediamo l’Estonia di pochi anni fa, quando il paese è finito in ginocchio dopo poche ore di attacco informatico, e il presidente estone si è rivolto alla Nato chiedendo aiuto, in quella occasione si vide subito che non era un avvenimento di quelli regolati dall’articolo 5. Allora la Nato fu incapace di aiutare, e lo è ancora.

euronews:
Washington ha in agenda una quantità di iniziative sulla sicurezza, come lo scudo spaziale antimissile. Si tratta di un programma realistico?

Sarwar Kashmeri:
Sono piuttosto scettico sull’intero programma di difesa missilistica. Per diverse ragioni. Una riguarda chi pagherà. Le informazioni che ho dicono che il conto intero verrà pagato dagli Stati Uniti. Un’altra ha a che fare con la Russia, a cui è stato chiesto di entrare. Credo sia utile incoraggiare i colloqui con la Russia, ma voglio parlare della storia che mi ha raccontato un ufficiale russo a Bruxelles non molto tempo fa: “C‘è un vecchio russo che dice: se a tua nonna crescono i baffi diventa tuo nonno”. Questa battuta illustra bene le difficoltà che avremo andando avanti. Secondo me sarebbe sbagliato mettere il tema in cima all’agenda di Lisbona. Ciò che il presidente Obama dovrebbe fare è discutere di come connettere la Nato all’Unione europea e dar vita a un programma in cui il segretario di stato degli Usa e il ministro canadese degli Esteri si ritrovino con la signora Ashton e definiscano i dettagli.