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"Attacchi all'Onu per sabiotare le elezioni". Ad Haiti i caschi blu nel mirino delle proteste

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"Attacchi all'Onu per sabiotare le elezioni". Ad Haiti i caschi blu nel mirino delle proteste

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Ci sarebbe un patto tra criminalità e politica, dietro gli attacchi armati contro i caschi blu in missione ad Haiti. E’ quanto dice il capo del contingente, Edmond Mulet, che ha inquadrato le azioni ostili in un piano per sabotare le elezioni presidenziali previste per il 28 novembre. Nei disordini degli scorsi giorni sono morti due uomini.

In diverse città del paese erano scoppiate proteste dopo che si era diffusa la voce che il virus del colera che sta mietendo vittime tra la popolazione colpita dal terremoto, fosse stato importato dai caschi blu nepalesi.

Una voce che per le Nazioni Unite è priva di fondamento, visto che tutti i soldati schierati sul terreno erano stati sottoposti a test ed erano risultati negativi.

Intanto sul fronte dell’epidemia, continua a crescere il numero delle vittime del colera, 1034 quelle ufficialmente censite, che si aggiungono ai quasi 17.000 ricoverati begli ospedali da campo.