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Crisi Irlanda e Portogallo trascina eurozona

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Crisi Irlanda e Portogallo trascina eurozona

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L’Irlanda e Portogallo trascinano in basso l’eurozona. La Commissione cerca di ridimensionare la crisi, ma molti la considerano la più grave dalla nascita dell’euro.

A 6 mesi dall’avvio del meccanismo di salvataggio in favore della Grecia, la richiesta di aiuto di Dublino e Lisbona, non ancora partita ufficialmente, è data per cosa certa.

“La verità è che tutti si sono resi conto che l’Irlanda – come il Portogallo, la Grecia e forse la Spagna – sono attualmente l’epicentro della crisi europea” spiega David McWilliams, economista irlandese. “Se ne sono accorti i cittadini europei, se ne sono accorti i mercati finanziari, se ne sono accorti la maggior parte degli irlandesi. Dunque coloro che ci hanno precipitato in questa crisi, i partiti politici al governo, solo i soli che non se ne sono accorti”.

Ancora ieri il ministro delle Finanze irlandese Brian Lenihan ha negato la necessità per Dublino di chiedere l’intervento finanziario europeo. Ammette invece apertamente lo stato di difficoltà il Presidente portoghese Anibal Cavaco Silva.

“In questo momento la crisi irlandese influenza negativamente il Portogallo e i mercati internazionali” ha detto Silva.

Secondo diverse fonti, la richiesta d’intervento al Lussemburgo, dove è basato il “fondo salva Stati” creato in maggio dai Ventisette, potrebbe già arrivare stasera in occasione del vertice dell’Eurogruppo che si terrà a Bruxelles.