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Myanmar: San Suu Kyi, opposizioni unite per la democrazia

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Myanmar: San Suu Kyi, opposizioni unite per la democrazia

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Un appello all’unità delle opposizioni democratiche in Myanmar. Questo il primo atto politico di Aung San Suu Kyi.

All’indomani della liberazione, dopo sette anni di arresti domiciliari, ‘la Signora’, così come la chiamano i sostenitori, cerca di recuperare in fretta il tempo perduto.

La giunta militare birmana, intanto, incassa il primo colpo: l’immensa partecipazione popolare vista il giorno dopo la scarcerazione – si parla di 40 mila persone ad attendere il suo discorso – è la dimostrazione che il premio Nobel per la pace è la sola persona capace di contrapporsi alle forze governative.

La giunta militare teme il legame tra lei e la gente:

“A causa di tutto il lavoro che ci attende, devo rimanere in salute fino a che non otterremo la democrazia – ha detto in conferenza stampa – Solo quando otteremo la democrazia potrò essere come una qualsiasi donna anziana’‘.

Per raggiungere la sede della Lega nazionale della democrazia, la Signora ha dovuto fendere una massa compatta di gente che premeva da tutte le parti, senza mai perdere il sorriso, con i fiori tra i capelli.

La Signora si è rivolta ai sostenitori esortandoli a non arrendersi. San Suu Kyi è consapevole che da sola non riuscirà a portare la democrazia in una delle più isolate e oppressive nazioni al mondo. Il suo successo passerà anche dagli appoggi internazionali.