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Nuovo governo in Iraq: le difficoltà di al Maliki

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Nuovo governo in Iraq: le difficoltà di al Maliki

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La comunità internazionale ha accolto con favore la formazione del nuovo governo iracheno, ma in Iraq, le reazioni non sono unanimi. Dopo otto mesi di stallo seguiti alle elezioni di marzo, i principali partiti del Paese hanno raggiunto un accordo per la condivisione del potere, che rimette insieme sciiti, sunniti e curdi.

A Bagdad alcuni residenti commentano: “Mi auguro che tutti i blocchi si accordino per servire l’Iraq e gli iracheni – dice un uomo -. La sessione per formare il nuovo governo ha portato all’elezione del presidente iracheno, e questa è una buona notizia”.

“Secondo me, ma questa è la mia opinione personale – afferma un altro residente -, la nascita del nuovo governo porterà a nuove cospirazioni tra i blocchi politici, e le vittime saranno gli iracheni innocenti”.

La riunione del Parlamento iracheno ha confermato lo sciita Nuri al Maliki alla guida del governo, e il curdo Jalal Talabani alla presidenza. Il premier avrà ora un mese di tempo per formare la nuova compagine. Un lavoro che parte in salita. Durante la sessione parlamentare, un gruppo di deputati di al Iraqiya ha temporaneamente abbandonato l’aula per protestare contro accordi che non sarebbero stati rispettati. Il blocco ha ottenuto la presidenza del Parlamento, con Osama al-Nujaifi, ma non la guida del governo per l’ex premier Iyad Allawi.