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Myanmar: attesa per il rilascio di Aung San Suu Kyi

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Myanmar: attesa per il rilascio di Aung San Suu Kyi

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A un passo dalla libertà. Potrebbe essere solo una questione di ore l’atteso rilascio di Aung San Suu Kyi. Dopo sette anni consecutivi di arresti domiciliari la dissidente birmana, premio Nobel per la pace nel 1991 e leader dell’opposizione dovrebbe tornare ad essere libera.

Sabato scade l’ultima pretestuosa condanna a diciotto mesi inflittale nel maggio del 2009 dopo che un cittadino statunitense si era introdotto nella sua abitazione violandone i domiciliari.

“Non c‘è un’opposizione formale – dice Maung Zarni, ex dissidente, ora docente – per cui il suo rilascio rappresenterà un’opportunità per rivitalizzare e riorganizzare l’opposizione. Per rafforzare l’opposizione, in modo concreto, il rilascio di Suu Kyi sarà essenziale”.

Nel 1990 la Lega nazionale per la democrazia, partito di Aung San Suu Kyi, vinse le elezioni ma non gli fu mai permesso di governare. Dopo vent’anni domenica i birmani sono tornati alle urne, ma il voto pilotato ha assegnato l’80% delle preferenze al partito dei generali.

Da ore intanto centinaia di sostenitori della 65enne si sono radunati davanti alla residenza della donna in attesa del suo rilascio.